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Costume
Avella, la città millenaria e della nocciola guarda al futuro e si promuove.

Turismo, cultura ed enogastronomia. E, soprattutto, accoglienza. Il futuro di Avella, in provincia di Avellino e comune del Parco del Partenio, ruota attorno a questi tre percorsi. Turismo e cultura, in quanto considerati valore aggiunto allo sviluppo, il cardine di un progetto di rigenerazione urbana che intende qualificare maggiormente la città millenaria: la necropoli monumentale sviluppata tra la tarda civiltà ellenistica e la prima età imperiale; l’anfiteatro romano edificato nel I secolo avanti Cristo sui resti di abitazioni sannitiche che fungeva da sede per i giochi gladiatori, per la caccia alle fiere e alcune volte per spettacoli consistenti in battaglie navali;  il castello-fortezza costruito nel VII secolo sulla sommità di una collina dai longobardi per il culto verso l’Arcangelo. E poi, l’antiquarium dove sono esposti 20mila reperti tra vasi, oggetti votivie corredi funerari risalenti alle prime fasi insediative preromana e romana. E a testimonianza della ricchezza della fede degli avellani nel corso dei secoli sono numerose le cappelle e le chiese, tra cui una costruita sulle rovine di un palazzo gentilizio di epoca romana. Infine, l’enogastronomia, strettamente legata al territorio, con le sue eccellenze. Come l’olio, gli altri prodotti della terra che danno il titolo a “Pane, ammore e tarantella”, la due giorni di eventi dedicati all’arte, alla musica popolare, alle tradizioni locali ed alla gastronomia. Soprattutto alla nocciola. Da sempre Avella è considerata la città della nocciola. Non è per caso che l’origine del suo nome derivi proprio dall’etimologia della parola spagnola Abella, che significa appunto nocciola. In ogni angolo della città, in ogni contrada, tra platani millenari, pioppi ed alberi di grossa taglia, ogni famiglia coltiva il proprio noccioleto. Così come lo coltivavano un tempo i romani, ricorda questo frutto Virgilio nelle sue Georgiche. Seguendo questi tre percorsi, oggi l’amministrazione comunale intende valorizzare e promuovere il ricco patrimonio naturalistico, storico e culturale della città. “Siamo stati tra i primi a dare concreta attuazione ai Siat, i Servizi d’informazione e di accoglienza turistica previsti dalla legge regionale in favore, ed in forma del tutto gratuita, a visitatori e ad imprese”, afferma il sindaco, Domenico Biancardi. “Questa struttura rappresenta non solo l’elemento qualificante per promuovere il territorio e l’economia locale nell’ottica della piena fruibilità delle destinazioni dei visitatori, quanto pone la città all’avanguardia dello scenario regionale turistico”. Una strategia, dunque, sottolinea Agostino Ingenito, di Media Leader nonché presidente regionale dell’Abbac, che ha “valori condivisi sull’importanza della cultura, dell’arte e della gastronomia messi al centro dello sviluppo sostenibile e della qualità della vita”. Uno sviluppo che passa anche per le strade della nocciola. “Tutti i nostri prodotti, dalla nocciola tostata alle creme spalmabili, sono lavorati con processi di tipo tradizionale, affiancati da una tecnologia in grado di garantire le qualità nutrizionali mantenendo alti gli standard di purezza e gustativi”, dice Raffaele Maietta dell’omonima azienda agricola. E Francesco Sodano, produttore di frutta secca: “Il nostro è anche un percorso di ideali professionali connessi all’idea di ricerca,  sviluppo e innovazione che comincia dalla selezione del frutto fino alla sua trasformazione e al suo arrivo ai consumatori”.  Turismo, cultura ed enogastronomia, dunque. I tre percorsi di un territorio incastonato tra i sentieri del Parco del Partenio, che intende investire sulla sua storia, le sue tradizioni e la propria identità per scommettere sul suo futuro. Partendo dal passato ma con lo sguardo rivolto al futuro.

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frutta seccairpiniaparco del partenioanfiteatro romano
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