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Costume
#èoradievolversi: ancora troppe le persone che ragionano come uomini primitivi

Domani è 25 novembre. In occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, Sanofi scende in campo coinvolgendo le proprie persone per sostenere le attività di Telefono Donna e contribuire concretamente mobilitando anche familiari, partner e stakeholders.

L’Oms ha definito la violenza sulle donne “una pandemia invisibile”. Almeno una volta nella vita, una donna su tre in tutto il mondo ha subito violenza fisica o sessuale. Telefono Donna ha registrato in questo anno di pandemia un forte incremento di richieste di aiuto rispetto allo stesso periodo del 2019: a seconda del tipo di interventi il numero è raddoppiato o triplicato, a dimostrazione di quanto per la donna la propria casa diventi spesso il primo luogo di violenza. Una violenza che nel 45% dei casi è psicologica, nel 35% fisica e nel 20% economica e che proviene, infatti, nel 59% dei casi dai partner e nel 24% dagli ex partner.

“Le donne che subiscono maltrattamenti nell’ambito della loro convivenza sono state costrette a vivere senza sosta ciò che già in precedenza rappresentava un incubo. È stato impossibile rifugiarsi da parenti o amiche e siamo riuscite a inventare altre modalità di presa in carico.

È stato vitale supportare la solitudine e la rassegnazione delle vittime nell’isolamento perché per loro la casa non rappresentava più un luogo sicuro all’interno del quale trovare protezione. Unioni che credevano fondate sull’affetto reciproco trasformate in carcere psicologico ed emotivo, fatto di parole, gesti e comportamenti che la vicinanza forzata ha reso ancora più frequenti”,  commentStefania Bartoccetti, fondatrice e coordinatrice di Telefono Donna.

La sfida aperta è ancora enorme e prima di tutto culturale. Secondo l’Istat il 70% delle donne vittime di violenza non sporge nemmeno denuncia. Per un italiano su quattro la violenza sessuale è colpa del modo di vestire delle donne. Per il 10,3% della popolazione spesso le accuse di violenza sessuale sono false: è così per il 12,7% degli uomini e il 7,9% delle donne. Per il 7,2% del campione "di fronte a una proposta sessuale le donne spesso dicono no ma in realtà intendono sì". E ancora, per il 6,2% le donne "considerate serie" non vengono violentate. Ancora profondi sono quindi i pregiudizi, ancora troppe le persone che ragionano come uomini primitivi. Ed è proprio da questa riflessione che nasce la nuova campagna di sensibilizzazione di Telefono Donna che Sanofi ha deciso di sostenere.

“Incontrare da vicino la realtà di Telefono Donna ci ha fatto toccare con mano una piaga sociale molto profonda nel nostro Paese che come cittadini non possiamo più tollerare”, commenta Marcello Cattani, presidente e amministratore delegato di Sanofi Italia. “Per questo abbiamo deciso di attivarci concretamente insieme alle nostre persone. Vogliamo innanzitutto sostenere questa nuova campagna di sensibilizzazione, ma pensare e promuovere nuove iniziative nei prossimi mesi, coinvolgendo direttamente le nostre famiglie, i nostri partner e i nostri stakeholders. È arrivato il momento, per aziende come la nostra che si impegnano ogni giorno per migliorare la vita delle persone e pensare a un futuro migliore, di farci portavoce anche di temi sociali e culturali come questo”.

L’azienda che già da anni aveva intrapreso programmi di sensibilizzazione dei propri dipendenti, contro stereotipi e violenze di genere, nonché attivato servizi di supporto e aiuto per la popolazione femminile chiederà ai propri dipendenti di farsi attivisti e sostenitori in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre 2020.

Il primo appuntamento del programma identificato da Sanofi in Italia è quello dedicato al sostegno della visibilità del centro antiviolenza di Telefono Donna, l’associazione di volontariato fondata da Stefania Bartoccetti nel 1992 che offre il suo aiuto a donne in difficoltà attraverso un percorso gratuito di supporto psicologico e/o legale.

Questi temi saranno anche protagonisti dei profili social di Sanofi Italia che dedicheranno una speciale campagna #èoradievolversi che culminerà con il talk #MeetSanofi in streaming dalla fanpage Facebook Sanofi Italia alle ore 17 di domani a cui prenderà parte la stessa Bartoccetti, il sociologo Paolo Crepet, la psicologa Rosanna Gallo e i rappresentanti dell’azienda. Il talk sarà moderato dal giornalista e opinionista Fulvio Giuliani.

L’azienda si impegna inoltre a promuovere e veicolare un’attività di crowdfunding attivata da Telefono Donna a supporto di un progetto specifico a favore delle donne vittime di violenza. Parallelamente, il coinvolgimento di un gruppo di giovani studenti di un master post-universitario in comunicazione d’impresa contribuirà a identificare anche i nuovi cantieri sui quali l’azienda potrà concentrarsi per continuare il suo percorso di attivismo anche nel prossimo anno.

L’impagno di Sanofi nei confronti delle donne                                                                                                                Membro attivo del think tank Valore D e tra le aziende che sostengono dalla sua prima edizione il Premio Valeria Solesin a promozione del talento femminile, Sanofi Italia è una delle prime aziende ad aver ottenuto il bollino rosa da parte del Winning Women Institute che certifica la gestione delle pari opportunità nelle aziende. Sono numerosi, infatti, i servizi che offre alle donne e alle mamme in particolare, dai campus per i figli, allo smart working, a maggiori permessi genitoriali, fino a corsi di leadership e mentoring femminile.

In Sanofi Italia è donna il 41% dei collaboratori. Questa percentuale sale al 43% nelle funzioni di business e al 56% nelle funzioni di supporto, per scendere inevitabilmente al 31% nei 4 stabilimenti produttivi. Una posizione manageriale su tre è al femminile, anche nel Management Committee. Una percentuale destinata a crescere, in linea con l’impegno preso dal Gruppo di raggiungere la parità di genere a livello dei propri Senior Leaders entro il 2025.

La scelta di aprire questa sensibilità verso l’esterno focalizzandosi su un tema ancora più forte come quello della violenza di genere, vuole portare le persone di Sanofi a contribuire alla creazione di un futuro migliore, nel quale donne e uomini possano essere considerati alla pari e dove non ci sia posto per stereotipi e diversità.

 

 


 

 

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