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Costume
Recuperare i nostri silenzi. Prima regola del galateo postmoderno
Alessandra Ambrosio

Di Maria Carla Rota
@MariaCarlaRota

Tocca adeguarsi, come la rana che trova bello il rospo. Lo diceva Voltaire, lo dicono oggi Giovanni Raspini e Francesco Maria Rossi, autori del libro "L'eleganza del rospo. Manuale postmoderno di buona educazione e cattivi pensieri". Argentiere e architetto designer il primo, museificatore avanspettacolista il secondo. Entrambi aretini. Una coppia "improbabile", si definiscono loro stessi. "Ma proprio per questo ci ascolterete", aggiungono.

Cambiano i tempi, insomma, cambiano i codici di comportamento, cambiano i canoni estetici e del buon gusto. Tocca adattarsi e tentare di interpretare questa nuova realtà. Tocca imparare come vivere (e sopravvivere) all’oggi. 

Senza accontentarsi, ovviamente. Piuttosto bisogna recuperare uno stile di vita e un codice di comportamento che permettano di muoversi in questo nuovo, mutante quotidiano. Lo spiega ad Affari Francesco Maria Rossi: "Dobbiamo acquisire un pensiero laterale che spalanchi i nostri occhi e le nostre coscienze, senza buttarci a capofitto nel flusso degli eventi e della società. Dobbiamo imparare a recuperare tempi, spazi e silenzi, i valori oggi più importanti. Dobbiamo ricrearci uno spazio proprio di identità in un mondo che invece fa di tutto per farci perdere il contatto con noi stessi. C'è chi sceglie la meditazione, chi diventa vegano, chi preferisce il crudismo... ognuno trova la sua strada. Per dirla con lo stilista Tom Ford, svanito il rumore, il silenzio si fa emozione". 

ropso
 

"L’eleganza del rospo" non è così solo un trattato sull’etichetta, ma anche un saggio di costume, un libello umoristico, un manuale di sopravvivenza. Un piccolo concentrato di filosofia, ricchissimo di citazioni. "Ed è anche un d-istant book, come lo abbiamo definito noi. Il contenuto è stato a lungo meditato nella nostra terra toscana, i contenuti si sono sedimentati prima di essere divulgati in questa nuova realtà liquida in cui diventano essenziali la flessibilità, la velocità, l’intuizione e una buona dose del vecchio, sano cinismo. "To be men not destroyers", uomini siate non distruttori, diceva Ezra Pound quando ancora non si parlava di decrescita felice. Pur essendo oggi consumati dal consumismo e dagli estremismi da social network, cerchiamo di recuperare il buon senso e la capacità di mediazione". 

Con questa filosofia, i due autori affrontano, capitolo dopo capitolo, tante situazioni di vita quotidiana: dalla dicotomia cravatta-papillon all'arte di far salotto, dalla moda del fashion cooking a quella della crociera, dalla fenomenologia della mutanda all’aperitivo contemporaneo, massimo esempio della frenesia di oggi, culinaria e non solo. "Torniamo alla tradizione, felicemente - suggerisce Rossi -. Siete in Giappone, sake e tramezzino di sushi. Siete in Toscana, un bicchiere di Chianti e un bel crostino nero di fegatelli, forse una fetta di finocchiona".  

Intanto gli autori pensano già al prossimo libro, che sarà dedicato al kitsch: "Senza una buona dose di cattivo gusto questo mondo non esisterebbe, ma attenzione ad avere gli strumenti per saperlo affrontare con consapevolezza", conclude Rossi.

GLI AUTORI

Giovanni Raspini, aretino, laureato in architettura, antiquario e collezionista, ha progettato case, arredi, oggetti di design e gioielli. Dal 1985 crea argenterie nella sua azienda nel cuore della Valdichiana. Fortemente legato al patrimonio artistico della sua terra, si è fatto promotore dell’istituzione del Laboratorio di Storia e Tecnica dell’Oreficeria in collaborazione con l’Università di Siena. Ha scritto Argenti toscani del ’700 e dell’800.
 
Francesco Maria Rossi, giornalista, scrittore, cabarettista, museificatore, trova nell’eclettismo la sua più sincera identità. Toscano di confine, ha collaborato con numerose testate giornalistiche e televisive sui temi delle tradizioni popolari, cinema e costume. Promotore del Museo del Kitsch, Trash and Camp e del Museo di Se Stesso, ha scritto la Trilogia del bon ton e il libro di racconti Argenterie Fantastik.
 

Tags:
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