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Costume
"Il made in Italy non abbia paura, punti sull'high cost di qualità"

Di Maria Carla Rota

@MariaCarlaRota

Lui si presenta come "progettista artigiano imprenditore". Ma potremmo definirlo anche un "sarto di alta moda della casa" oppure un "teorico dell'high cost di qualità". E' Henry Timi, progettista 33enne cresciuto nell’entroterra marchigiano "tra polvere di legno e sperimentazioni". Dieci anni fa il trasferimento a Milano, dove da quattro anni si dedica a tempo pieno all'azienda che ne porta il nome: "HENRYTIMI". Lo studio ha sede in una galleria in Foro Buonaparte 52 a Milano. "Uno spazio di forte identità dedicato a operatori del settore. Collaboro con molti progettisti che considero illuminati", racconta in un'intervista ad Affaritaliani.it. "Milano è la città italiana per eccellenza: sin da piccolo l'ho vista come punto di riferimento per le mie ambizioni e passioni. Ogni giorno Milano è possibilità, fantasia, sogno".

La sua visione minimalista e raffinata della casa si concretizza in collezioni di mobili esclusive. Stile essenziale, linee rigorose, forme pure. Dominano colori e materie naturali, legni, pietre, metalli, tessuti. Elementi monocromatici e monomaterici costruiscono oggetti oltre le mode. Sedute imbottite, tavoli, contenitori, cucine, accessori, complementi. Un total living dallo stile coerente. Identità ed estetica inequivocabili. Alta falegnameria, insomma. Produzione di arredamento sartoriale. "E' tutto fatto in Italia, da mani italiane. L'obiettivo è portare il lusso della semplicità e del rigore formale made in Italy in Europa e in tutto il mondo". 

Per Henry Timi il lavoro è come una missione. "Ho sempre sentito e amato questo mondo. Progettare è ciò che so fare, costruire è ciò che mi rende vivo. Sono un artigiano, sono mani e pensiero", spiega con parole che sembrano quasi una poesia. 

Nelle sue creazioni design e bellezza si fondono con la filosofia. "Sostengo che la bellezza oggettiva esiste. E' una presenza invisibile, che parla alla nostra anima. Essenza nell’assenza assoluta ed eterna. Predico costantemente forme pure a favore di un nuovo concetto di spazio come luogo capace di esaltare l’anima. La neutralità della progettazione e della materia lascia espressione all’essere. L’individuo unico protagonista, un linguaggio svestito dal disordine, dal superfluo e dall’eccesso. Valore al vuoto e alla semplicità. Le materie naturali riportano allo stato originario delle cose". 

Gli oggetti che più rappresentano HENRYTIMI sono i cosiddetti "monoliti cucina: oggetti come opere d’arte, pregiati ed evoluti, progettati per essere scelti come un pezzo unico, in cui si fondono vocazione architettonica, ispirazione artistica, ricerca e tecnologia".

Siamo all'estremo opposto della filosofia low cost. "E' un filone che guardo e osservo. Una grande realtà mondiale con strutture il più delle volte molto importanti. Di solito si associa il low cost all'idea di 'copia'. Negli ultimi anni invece si sono sviluppate aziende di low cost intelligenti. Gli opposti sono necessari, ma di una cosa sono certo: il low cost esiste perché esistono realtà artigianali che fanno tendenza, ricerca e innovazione estetica. Senza queste realtà e senza l’impegno per il 'nuovo' il low cost non esisterebbe".

Quali interventi servirebbero per il settore del design? "Le istituzioni, la politica, il sistema devono cambiare. L’intervento più grande - per tutti i settori non solo quello del design - è credere nei giovani, nell’italianità giovane. Credere in menti e mani sensibili, credere nella concretezza e nelle visioni, senza pregiudizi e senza paure".

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henry timidesignerdesignlusso
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