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Costume
"Il divorzio breve? Una rivoluzione. Ma non basta: ora il Tribunale della Famiglia"

Di Maria Carla Rota
@MariaCarlaRota

"L'Italia finalmente entra nell'Unione Europea anche attraverso il diritto di famiglia. Il varo di questa legge cambia una visione paternalistica, che ha imposto anni di attesa, pesantezze burocratiche e lunghe sofferenze a tante persone. Spesso la violenza in famiglia è dipesa anche da questo stress infinito". Così Gian Ettore Gassani, presidente dell'AMI - Associazione Matrimonialisti Italiani, commenta con Affaritaliani.it il sì definitivo della Camera alla legge che istituisce il divorzio breve.

"Sarebbe più corretto, tra l'altro, parlare di separazione breve, perché di fatto è questa la fase che viene accorciata - specifica Gassani -. E questo è solo un primo passo. Dovremo inevitabilmente arrivare all'abolizione totale della separazione, che è inutile. Nella maggior parte dei Paesi europei è stata tolta di mezzo".

In Italia il 98% delle coppie che chiedono la separazione, infatti, non cambia più idea. "Perché, allora, continuare a mantenere in vita per quel restante 2% di italiani un istituto processuale che raddoppia le procedure burocratiche nonché le parcelle degli avvocati, cosa che dico anche contro gli interessi della mia categoria? Perché lo Stato deve imporre un momento di ripensamento forzato ai suoi cittadini? La trovo una grande ipocrisia". Non a caso sono stati gli italiani a inventare il cosiddetto "turismo divorzile", ovvero il viaggio all'estero per divorziare in tempi rapidi sfruttanto le leggi di altri Paesi. 

Secondo Gassani, insomma, c'è ancora molto da fare. "Nonostante la soddisfazione per l'approvazione della legge di oggi, credo che il diritto di famiglia italiano resti ancora su un binario morto rispetto all'Europa. Bisogna istituire il Tribunale per la Famiglia, l'unico vero decreto non a costo zero degli ultimi anni, perché presuppone investimenti importanti. Bisognerà provvedere alla specializzione dei magistrati, alla strutturazione di edifici appositi e all'organizzazione complessiva dei servizi sociali. Questa sarebbe la vera salvezza per il diritto di famiglia in Italia".

Attualmente la frammentazione tra Tribunale dei Minori e giudice ordinario non aiuta. "Deve esserci un solo giudice per la tutela della famiglia, come avviene negli altri Paesi europei. Ora che abbiamo ridotto i tempi per lasciarsi, passiamo alla riduzione delle competenze. E poi non dimentichiamo il tema delle coppie di fatto, eterosessuali e omosessuali, che meritano una forma di tutela. Un Paese civile come il nostro deve pensare anche a quello". 

 

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divorzio brevematrimoniogassaniamifamigliadiritto

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