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Per vivere basta possedere 100 cose. Il resto? E’ solo un peso

Nel film “My stuff” appena uscito in Inghilterra e presto distribuito in Giappone, il regista finlandese Petri Luukkainen si è liberato per un anno di una cosa al giorno, senza comprare nulla di nuovo. “E ho continuato a far parte della società senza problemi”

Sono 100 le cose di cui abbiamo veramente bisogno. Il resto è solamente un peso. A sostenerlo è il regista finlandese Petri Luukkainen, autore del documentario autobiografico “My stuff”, dove rende tutti partecipi di un suo particolare anno di vita, scandito da due semplici regole: accantonare in un magazzino un oggetto al giorno e non comprare nulla di nuovo. Un esperimento che si è trasformato in un invito: quello di ritornare all’essenziale per scoprire che le cose che possiedi non ti rendono felice ma sono, in fondo, solo una grande responsabilità.

Il film è uscito nelle sale cinematografiche inglesi la scorsa settimana e si appresta a sbarcare anche in Giappone. L’interesse suscitato a livello internazionale mette in evidenza come quello dell’eccessivo consumo sia uno dei principali problema della società occidentale. “Il mio intento era quello di incoraggiare le persone a riflettere su ciò che hanno e su ciò di cui invece hanno bisogno – spiega Luukkainen al giornalista Theo Merz del quotidiano britannico The Daily Telegraph – perché è qualcosa su cui neanche io avevo riflettuto prima di iniziare questo progetto”, senza tuttavia pensare che potesse suscitare tanto clamore. Anzi, il regista non si ritiene neanche particolarmente orgoglioso del suo lavoro. “Il mio unico problema era quello di avere troppe cose – continua il regista – e non credo ci sia niente di particolarmente nobile nel voler liberarsene per un po’”.

Così, è possibile non usare il frigorifero e conservare il cibo fuori dalla finestra o riuscire a creare una bicicletta senza doverla necessariamente comprare. Una scelta che si rivela dunque anche ecologica che non comporta nessun tipo di esclusione sociale. “Posso anche possedere meno cose rispetto agli altri – tiene a precisare il regista – ma continuo a far parte della vita sociale e urbana, con tutto quello che essa comporta”.

Fonte Redattore Sociale