A- A+
Costume

Di Renato Pierri

“L’omosessualità è una malattia”, ha affermato un’illuminata catechista dell’oratorio San felice di Segrate. A me sembra assurdo considerare l'omosessualità una malattia, però la mia è solo un'opinione, giacché non sono uno scienziato, né un medico. Con certezza però posso affermare che le malattie si curano poiché recano disturbo o sofferenza a coloro che ne sono affetti, oppure alla società, o ad entrambi. Quindi, dando per vero, anche se non lo credo, che l'omosessualità sia una malattia, non vedo per quale motivo colui che ne è affetto dovrebbe farsi curare, considerato che non gli reca alcun fastidio, e neppure reca danno alla società. Spesso è la società a recare fastidi o danni all'omosessuale. La persona omosessuale potrebbe ritenere la sua una meravigliosa malattia da tenersi cara per tutta la vita. Molti credenti, però, reputano gli atti di omosessualità un grave peccato. E sbagliano. Infatti, peccato, stando al Vangelo, è tutto ciò che è in contrasto col comandamento dell'amore.

Per affermare che gli atti di omosessualità siano peccaminosi, è necessario dimostrare che trasgrediscano il precetto fondamentale di Gesù. Ma è cosa impossibile. Superfluo ricordare che appellarsi a qualche passo delle Scritture per sostenere che l'esercizio dell'omosessualità sia peccato, è lecito qualora l'interpretazione di quei passi sia in perfetta sintonia con la ragione e col messaggio evangelico. Ma anche questa è cosa impossibile. Conclusione: una persona è crudele, oppure sciocca e ignorante, se si permette di dire ad un omosessuale: sei malato e ti devi curare. Una persona del genere ha sicuramente bisogno di cure.

Ciò detto, per l’illuminata catechista, trascrivo le parole del professor Luigi Cancrini, psichiatra e psicoterapeuta: “L’omosessualità non è una malattia... Medici e psichiatri di tutto il mondo hanno assunto, su questo punto, una posizione estremamente chiara. Quello con cui mi è accaduto di incontrarmi su piano professionale è, a volte, solo la sofferenza delle persone che non riescono ad ammettere o a vivere serenamente la loro omosessualità.. Vergognandosene e combattendo contro se stesse nei casi in cui quella che emerge dal conflitto è una nevrosi personale... Ma combattendo battaglie poco consapevoli, molto più spesso, contro chi omosessuale si permette di essere. Nascondendosi, per farlo, dietro ad un moralismo di facciata e/o al voto di castità e ad un’identità più o meno fittizia o dolente. Facendo spesso un male grande, con il loro pregiudizio e la loro paura di entrare in contatto con la loro omosessualità repressa, a quelli che accettano di essere diversi. Inutilmente tentando di farci dimenticare la ricchezza dei doni che ci hanno fatto i grandi personaggi della storia che tranquillamente hanno accettato e vissuto la loro omosessualità, come con garbo ed intelligenza ci ha ricordato martedì sera Benigni da Sanremo". (L’Unità 23 febbraio 2009).

Iscriviti alla newsletter
Tags:
omosessualitàvangelocristiani
in evidenza
CDP, ospitato FiCS a Roma Gorno Tempini: “Agire come sistema unico”

Corporate - Il giornale delle imprese

CDP, ospitato FiCS a Roma
Gorno Tempini: “Agire come sistema unico”

i più visti
in vetrina
Ferrovie dello Stato, al via un nuovo modello per cantieri più sostenibili

Ferrovie dello Stato, al via un nuovo modello per cantieri più sostenibili


casa, immobiliare
motori
Renault e Mathieu Lehanneur presentano il concept-car della mitica R4

Renault e Mathieu Lehanneur presentano il concept-car della mitica R4


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.