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Costume
Omovies Film Festival 2018, cinema e cultura contro discriminazioni e violenza

Prende oggi il via l’Omovies Film Festival 2018, kermesse internazionale di cinema omosessuale, transgender e questioning promosso dall’Associazione i Ken Onlus con la direzione artistica di Carlo Cremona. Giunto all’11esima edizione, raccoglie il meglio di quanto il panorama nazionale e internazionale abbia offerto nelle ultime stagioni cinematografiche. In programma 63 proiezioni di lungometraggi, documentari e cortometraggi provenienti da tutto il mondo, workshop, dibattiti, incontri tematici tra il cinema Hart, il Rainbow Center Napoli, il Pan-Palazzo delle Arti, l’Istituto Francese di Napoli, la Libreria del Cinema, in un sistema di multisala diffuso sul territorio.

Programma. Primo appuntamento stasera al Cinema Hart con la cerimonia d’apertura alla presenza della madrina Vladimir Luxuria e il presidente di giuria Yuvraaj Parashar, attore, producer e ballerino indiano, protagonista per la prima volta nella storia di Bollywood di una scena in cui si baciano due uomini, con conseguente ostracismo anche da parte della propria famiglia, che torna a Napoli dopo la depenalizzazione del reato di omosessualità in India. All’inaugurazione prenderà parte anche il corAcor - Napoli Rainbow Choir diretto dal maestro Maria Gabriella Marino con un intervento musicale. Domani 11 proiezioni al mattino tra il Rainbow Center Napoli e il Pan. Chiude la giornata il dibattito “Sport e omofobia” sulla squadra di calcio gay del Pochos Napoli. Mercoledì e giovedì si torna al Rainbow Center Napoli, mentre nel pomeriggio ci si sposta alla Libreria del Cinema. Venerdì proiezioni presso la “Sala Dumas” dell’Istituto Francese. Le proiezioni saranno intervallate da incontri con attori e registi presenti in sala. Tutte le pellicole saranno proiettate in lingua originale con i sottotitoli in italiano a cura del progetto Omovies inTranslation, guidato dal professor Giuseppe Balirano, che ha coinvolto docenti e studenti dell’Università Orientale di Napoli e di Catania. Novità di quest’anno è la promozione del territorio nella giornata speciale di sabato 15 quando gli ospiti del festival verranno accompagnati nei percorsi gay friendly tra bellezze e gastronomia di Napoli e della Campania.

 

La giuria. I lavori saranno posti al vaglio di una Academy internazionale indipendente dall’organizzazione del festival arricchita dai vicepresidenti l’attrice Rosaria De Cicco e il presidente del Cfcc (Coordinameto Festival Cinematografici Campania) Giuseppe Colella. Una giuria internazionale composta da esperti del settore come Caterina Arcidiacono (capo dipartimento studi di genere Università Federico II), Giuseppe Bucci (regista), Andrea Cannavale (produttore cinematografico), Nagi Cheikh Ahmed (mediatore culturale), Adrian Chirre (prof. aggiunto università argentina di Tucumán), Sandro Dionisio (regista e prof. cinema accademia belle arti Napoli), Cecilia Donadio  (giornalista), Linda Dunleavy (vice preside Facoltà Brown University Usa), Claudio Finelli (attivista LGBT, resp. cultura arcigay), Daniela Fiore (esperta diritti umani), Rosario Giudice (pubblicitario), Maria Gabriella Marino (pianista, maestro concertatore), Anna Paola Merone (giornalista), Giovanni Minerba (attivista lgbt, fondatore Torino lgbt film festival), Carlo Morelli (direttore coro, cantante lirico), Arcangelo Pastore (attivista lgbt, attore), Pasquale Petrosino (attore), Rosaria Pisa (prof.ssa Dipartimento di Sociologia e Antropologia di Rhode Island Usa), Stefano Sarcinelli (attore, produttore), Raffaele Savonardo (docente di sociologia dellaFederico II).

 

Il direttore artistico. “Il nostro è un evento di promozione del cinema che occasione di promozione territoriale per la Campania e per la città di Napoli- spiega il direttore artistico Carlo Cremona (nella foto con Vladimir Luxuria)- in cui si realizza e rafforza l’immagine della nostra regione come territorio accogliente per le persone e per le famiglie Lgbt e che favorisce una “cultura dell’amore” come strategia e antidoto alla subcultura dell’odio razziale e della discriminazione. Il cinema di Omovies mostra l’amore e le sue differenze. Creiamo aggregazione sociale, partendo da quella giovanile, un un luogo di riflessione, condivisione e sviluppo, che diviene opportunità di condivisione tra giovani e meno giovani, tra giovani omosessuali, transessuali ed eterosessuali, tra uomini e donne che promuovano i valori costituzionali e della pace”.                                   

 

Omovies@School. “Un giorno, la televisione ci svegliò con la triste notizia dell’ennesimo adolescente italiano che aveva deciso di ammazzarsi perché veniva denigrato per il colore dei propri abiti”, racconta Marco Taglialatela, della  segreteria di produzione. “Noi da anni lavoriamo per rompere la cultura della binarietà genere-colori, perché è una pura sciocchezza costruita dagli uomini per creare delle categorie costruite sulla misoginia. Ciò che è azzurro è maschio, quindi è credibile ed è vincente. ll resto è immondizia sociale e politica. Omovies è di tutti quei ragazzi in rosa o di quelle ragazze in celeste che lottano per non essere una categoria sociale che suona come una persecuzione o una condanna, ma che si riconoscano nell’unica categoria del Genere Umano”. 

 

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