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Costume
Parità di stipendi: alle donne servono 217 anni per colmare il gap salariale

Differenze salariali tra uomini e donne: ci vorranno 217 anni per colmare il divario retributivo di genere

 

Differenza salariale tra uomini e donne: le donne dovranno aspettare 217 anni per colmare le differenze retributive tra uomini e donne a livello globale, lo dice il WEF nel nuovo Global Gender Gap Report.

Il Global Gender Gap Report  mette in evidenza il progresso verso la parità dei sessi in 144 paesi analizzando quattro tematiche: partecipazione alla vita economica e opportunità lavorative, conseguimento dell'istruzione, salute e sopravvivenza e responsabilizzazione politica. 

A livello globale dunque, il Wef sostiene che le differenze di genere più ampie riguardano la sfera economica e quella sanitaria. E con questa tendenza, ci vorranno 217 anni per colmare il divario economico di genere: è il valore più basso misurato dal 2008.

 

Gender Gap ovvero la disparità tra uomini e donne:  Italia all’82esimo posto

 

Parità dei sessi, il WEF - World Economic Forum fa la retromarcia e aggiunge 47 anni affinché venga superata la disparità tra uomini e donne nel lavoro: secondo nuove ricerche le donne di tutto il mondo potrebbero aspettare più di due secoli per raggiungere l'uguaglianza sul lavoro, esattamente 217 anni.

In Italia il 61,5% delle donne che lavorano non vengono pagate, contro il 22,9% degli uomini. Procedendo nella classifica, agli ultimi posti vi sono i paesi in cui invece tale divario è molto più marcato. Quest'anno, l'Italia è piombata all'82 esimo posto su 144 posizioni complessive, dietro anche alla Grecia (che si colloca al 78esimo): dal 41esimo posto in cui eravamo nel 2015, siamo insomma crollati di ben 32 posizioni per quanto riguarda il gender gap, ossia la discrepanza in opportunità, status e attitudini tra i due sessi. L'anno scorso eravamo al 50esimo: in un anno, il calo è stato di ben 22 posizioni. Specificatamente parlando di salario, siamo al 126 esimo posto nel divario di genere: gli uomini insomma guadagnano più delle donne, e questa non è una novità, ma dalla ricerca emerge anche che il gentil sesso lavora di più. Ogni giorno, una donna lavora 512 minuti contro i 453 di un suo collega mentre la disoccupazione è più alta tra le donne (12,8% contro il 10,9%) così come le persone senza lavoro scoraggiate (40,3% contro il 16,2% degli uomini).

Sempre in Italia, siamo al 90 esimo posto come partecipazione alla forza lavoro e al 103esimo posto per salario percepito (gli uomini guadagnano di più delle donne). Per quanto riguarda l'istruzione, siamo piombati dal 27esimo posto del 2006 al 60esimo: ci sono più bambine che bambini che non vanno a scuola, e anche nell'uso di Internet c’è uno scarto a vantaggio del mondo maschile. Tra i laureati, le donne sono la maggior parte degli studenti di facoltà di arti e di insegnamento, ma anche in medicina e nel welfare in generale

Nel Rapporto, emerge inoltre che in Italia il Parlamento è formato solo dal 31% da donne, e nei ministeri la loro presenza è limitata al 27,8%. Insomma, soprattutto per quanto riguarda il potere politico, il divario di genere (anche se ridotto rispetto al passato) è comunque molto ampio e si è allargato negli ultimi dieci anni per la salute e sopravvivenza: in questo campo, siamo passati dal 77 esimo del 2006 al 123 esimo posto. Come partecipazione economica e per opportunità offerte, siamo passati dall'87esimo del 2006 al 118esimo posto. 

 


Disparità tra uomini e donne: si allarga il divario di genere

 

Il World Economic Forum ha dichiarato che ci vorranno 217 anni perché finiscano le disparità in materia di retribuzioni e occupazione tra uomini e donne. Questo numero è significativamente più grande dei 170 anni che i ricercatori avevano calcolato un anno fa.

Prendendo in considerazione altri indicatori, come l'accesso all'assistenza sanitaria, alla formazione e la partecipazione alla politica, il divario globale di genere avrà un termine di 100 anni, anche in questo caso un numero più grande degli 83 anni che i ricercatori del WEF avevano previsto lo scorso anno.

Saadia Zahidi, del WEF, ha dichiarato: "Nel 2017 non vedremo progressi verso la parità dei sessi che subirà una retromarcia. L'uguaglianza di genere è un imperativo morale ed economico. Alcuni paesi lo capiscono e stanno vedendo i dividendi delle misure proattive già intraprese per affrontare la disparità tra i sessi".

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