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Costume
Pitti Uomo chiude con ottimismo grazie ai visitatori dell'Est

di Andrea Cianferoni

Si chiude con un record di presenze l'edizione numero 93 di Pitti Uomo, in scena fino a ieri alla Fortezza da Basso di Firenze, dove sono cresciuti soprattutto i compratori provenienti dall'Europa e dagli Stati Uniti. Un significativo aumento (+2.5%) rispetto allo scorso gennaio, per un totale di quasi 25.000 buyer, oltre 600 in più rispetto a un anno fa, e un numero complessivo di visitatori che supererà le 36.000 presenze. Ottimi risultati per la partecipazione delle aziende (1.230 i brand dei quali 541 provenienti dall'estero (il 44% del totale) con 227 tra nuovi nomi e rientri al salone. “E’ un bilancio molto positivo, nei numeri e nell’atmosfera di grande vivacità che abbiamo vissuto in queste giornate”, dice Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine. “Ancora una volta ci tengo a sottolineare il grande lavoro fatto dalle aziende espositrici, la ricerca, l’innovazione, l’eccellenza manifatturiera e la qualità stilistica che hanno saputo esprimere nelle loro collezioni. I feedback raccolti a caldo raccontano di una grande dinamicità in Fortezza - al centro di un complesso (ma promettente) sistema di cantieri che cambieranno la rete viaria dell’intera area – e in città. Insieme a tutto ciò, ovviamente, c’è anche una forte soddisfazione per il numero e l’importanza dei compratori presenti: tutti i migliori negozi e department store internazionali e i più importanti shop online. A rafforzare la soddisfazione e i toni positivi della manifestazione un ricco e multiforme calendario di eventi speciali, anniversari e première internazionali, così come tante le iniziative mirate a promuovere i brand emergenti e i giovani designers. Una nuova stagione della moda internazionale è partita da Firenze, e lo ha fatto nel migliore dei modi”. I compratori esteri hanno registrato una crescita del +4% (quasi 9.200 in totale i buyer internazionali), con ottime performance da Corea (+14%), Russia (+31%), Francia (+3%), Olanda (+15%), Giappone (+3%), Stati Uniti (+20% nel numero dei negozi), Austria (+8%) e Portogallo; molto bene mercati relativamente nuovi come Messico, Australia, Brasile e India; tra i paesi nord europei spiccano i risultati di Norvegia e Finlandia (Guest Nation di questa edizione), ma forse a sorprendere maggiormente è l’exploit di tutta l’area dell’Europa dell’Est (Polonia al raddoppio dei suoi compratori, Repubblica Ceca, Ungheria, Romania, Bulgaria, Slovacchia), seguita dai Balcani (Serbia, Slovenia e Croazia), per finire all’Estonia nell’area baltica. In crescita confortante anche i numeri del mercato italiano (+1,5%), che dovrebbe attestarsi intorno ai 15.750 compratori registrati. La classifica dei 15 mercati più importanti di Pitti Uomo vede il ritorno al primo posto del Giappone, seguito da Germania, Olanda, Spagna, Regno Unito, Francia, Turchia, Corea Svizzera, Stati Uniti, Cina, Belgio, Russia, Austria e Portogallo.

Il salone ha chiuso la settimana di sfilate fiorentine con Undercover e Soloist, i due designer giapponesi hanno fatto sfilare sulla passerella della stazione Leopolda, una moda avveniristica, con riferimenti ad una guerra postatomica, anche in omaggio al film cult di Kubrick, 2001 Odissea nello spazio. Su questo sfondo, 50 outfit per Undercover disegnato da Jun Takahashi con i suoi samurai in gonna lunga plisse' e circa 40 look per The Soloist by Takahiro Mthashita, con i suoi giacconi-armatura protettivi fino a coprire il volto.
Pitti Uomo 93 ha avuto anche molti eventi fuori delle mura della Fortezza, tra questi l'apertura del Gucci Garden all'interno del Palazzo della Mercanzia; la prima sfilata del marchio americano Brooks Brothers a Palazzo Vecchio per celebrare 200 anni del brand; la serata al Teatro Odeon contro la violenza alle donne di Cuoio Toscano, consorzio leader nella produzione di cuoio da suola, presieduto da Andrea Quirici, che si è aperta con la proiezione del cortometraggio “Cinque”, fashion movie per la regia di To Guys e ideato da Michele Pecchioli di Aria Adv, presentato lo scorso ottobre alla Festa del Cinema di Roma e dedicato alle eccellenze italiane del Made in Italy. Nel corso del gala, il consorzio Cuoio di Toscana ha presentato il nuovo progetto a sostegno dell’artigianato italiano e una capsule collection di calzature firmate da Mario Bemer Firenze. Alla Dogana della Fortezza da Basso ha sfilato la collezione M1992 del giovanissimo designer, dj e influencer milanese Dorian Stefano Tarantini. M1992 è la nuova denominazione del brand Malibu 1992, che ha già catturato l'attenzione della stampa internazionale nelle scorse stagioni. Con uno Special Project promosso dalla Fondazione Pitti Discovery, nato dalla collaborazione tra Pitti Immagine e Camera Nazionale della Moda Italiana che lo ha sostenuto fin dalla prima sfilata. Infine il bon ton e la tradizione del marchio Pineider, con la raffinatissima colazione offerta nel negozio di piazza Rucellai, durante la quale stampa e buyers hanno potuto ammirare le nuove collezioni con una speciale attenzione alla pelletteria, i cui nuovi prodotti, contemporanei, forti delle capacità artigianali più tradizionali e di prestigio, dimostrano quanto il cammino recente di Pineider sia forte ed orientato al futuro. Non è un caso che questo ritorno abbia già raggiunto importanti riconoscimenti: nuove aperture hanno segnato gli ultimi mesi come Londra, nella magica cornice di Harrods, con un ampio shop in shop. Un piano di sviluppo, che ha permesso alla casa Fiorentina di inserire i propri prodotti in spazi d’eccellenza, quali Raw e La Rinascente a Milano, Bergdorf Goodman a New York, Isetan a Singapore, Shin Kong Place a Pechino.

 

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