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Costume
E' boom di ragazze rifatte. Social network: ansia da selfie

Di Maria Carla Rota
@MariaCarlaRota

 

Instagram è il social network che registra il maggior incremento nell'uso da parte dei giovani, a discapito di Facebook. Secondo uno studio, condotto tra l'autunno 2013 e la primavera 2014 dalla banca d'investimento americana Piper Jaffray, l'utilizzo di quest'ultimo social tra gli adolescenti di età compresa tra 13 e 19 anni è crollato dal 72% al 45%.

Su Instagram, social totalmente basato sulla fotografia, la filosofia dell'autoscatto raggiunge il suo apice. Soprattutto quando si parla di ragazze. Le adolescenti fanno a gara per avere più cuoricini (l'equivalente del like di Facebook) rispetto alle amiche: pose accattivanti, labbra arricciate a simulare un bacio, capelli spettinati ad arte, trucco accentuato, parti del corpo svelate. Una gara che però può diventare pericolosa, perché la mancanza di approvazione da parte degli internauti può essere vissuta come una sorta di rifiuto sociale. Un fenomeno che ha un vero e proprio nome: Fomo ("Fear of missing out").

Un problema che può ripercuotersi fortemente sull'autostima, soprattutto se ragazze e ragazzi, come spesso capita, sono lasciati soli di fronte all'uso dei social network. Secondo uno studio condotto da "The American Academy of Facial Plastic and Reconstructive Surgery" il problema della propria immagine nei social network sarebbe tra le cause dell'aumento delle richieste di interventi di chirurgia estetica da parte delle ragazze, inquiete per il problema dell'apparenza su Instagram, Facebook o Snapchat. 

Secondo due nuovi studi scientifici, pubblicati sulla rivista Pediatrics e riportati dall'agenzia Reuters, il comportamento online dei cosiddetti teens (gli adolescenti) potrebbe creare problemi nella vita reale, dal rischio di abusi nelle relazioni ai pensieri negativi sull'immagine del proprio corpo. 

Nel primo studio, guidato da Rebecca Dick al Children’s Hospital di Pittsburgh, è stato esaminato un campione rappresentativo di ragazzi californiani tra i 14 e i 19 anni e per il 41% di loro sono stati riscontrati abusi legati al cyber dating nei tre mesi precedenti. Ovvero: controllo, molestie, minacce e pedinamenti. Un abuso più comune tra le ragazze che tra i ragazzi, legato anche a un maggiore rischio poi di abuso fisico e sessuale. 
 
Nel secondo studio Suzan Doornwaard e il suo team alla Utrecht University nei Paesi Bassi hanno scoperto che chi ha comportamenti online legati al sesso è più probabile che abbia pensieri negativi sul proprio corpo e sulla sua soddisfazione sessuale. In particolare, per le ragazze è a rischio l'autostima. 

"Noi ci presentiamo sui social network in una luce positiva per noi stessi, che ha un senso, ma è inevitabile poi fare confronti con gli amici e ritrovarsi troppo autocritici con se stessi", ha aggiunto David Bickham del Boston Children’s Hospital, co-autore dello studio. 

La raccomandazione di entrambi i team è rivolta ai genitori, che non devono lasciare ai figli la gestione autonoma dei social network, ma essere presenti anche lì come fanno nella vita reale. Se non ci riescono, devono almeno conoscere ed essere consapevoli di realtà come Facebook, Twitter e Instagram perché un doppio filo lega reale e virtuale. E, soprattutto, dare loro stessi il buon esempio, ancora una volta sia nelle relazioni reali che virtuali. 

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