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Covid-19: così i "furbetti dello scalo" portano in Italia le varianti indiane

Poi, c'è chi è in prima linea nei controlli negli aeroporti, difficili da fare considerando la mole di viaggiatori che atterrano in Italia e anche qualche forma di furbizia che può essere messa in atto per bypassare i controlli stessi.

“I controlli in questi casi sono molto difficili. Ed è facile da spiegare. Un viaggiatore può fare un biglietto unico con diversi scali. In questo caso è facilmente rintracciabile da dove provenga. Ma se il viaggiatore si ingegna e fa un biglietto per una destinazione europea, atterra, si ferma qualche ora e poi prenota un biglietto nuovo, allora diventa difficile capire da dove sia partito in origine. Quindi risulta partito da una città europea e io che mi trovo in aeroporto non posso rifiutarne l'ingresso. È una situazione complessa. Su queste cose bisognerebbe avere più attenzione” dice ad affaritaliani.it Gianni Tonelli del Sindacato Autonomo di Polizia.

Che apre anche una polemica: “Se noi prendiamo centinaia di clandestini al giorno che magari sono positivi al virus e li ricoveriamo in ambienti da cui è facile fuggire, allora non capisco certi meccanismi. A questo punto è quasi più conveniente prendere un barcone per arrivare in Italia, rispetto al volo di linea. Queste sono assurdità".

"C'è dal mio punto di vista un isterismo generale nell'affrontare un problema. Da un lato faccio la guerra al ristoratore che alle 22.10 magari non ha ancora chiuso il locale, poi consento a bivacchi come successo in piazza a Bologna o nei festeggiamenti dei tifosi dell'Inter di ieri. E negli aeroporti l'unica cosa che i controlli possono fare è chiedere al viaggiatore da dove proviene, ma posso ricevere anche una bugia come risposta. Di certo non possiamo fare controlli approfonditi e mettere in mezzo le polizie di mezzo mondo per capire da dove arriva un passeggero. La situazione come detto è complessa e deve essere affrontata con coerenza. E bisogna applicare criteri di buonsenso”, conclude Tonelli.

Le varianti del Covid preoccupano molto. Oggi, soprattutto quella indiana, fa molta paura. Nei giorni scorsi i controlli effettuati dalla Asl di Latina, prima del blocco dei voli dall'India, sui cittadini indiani di religione Sikh impegnati nell'agricoltura, hanno potuto individuare un focolaio importante, e si è agito di conseguenza.

Ma la situazione indiana è davvero quasi fuori controllo. Il più grande produttore al mondo di vaccini, nonostante la campagna vaccinale di massa sia partita, non ha dosi sufficienti.

L'amministratore delegato di Pfizer-Biontech ha dichiarato che la sua azienda donerà l'equivalente di 60 milioni di euro di vaccini al Paese.

Ma il problema è che il vaccino Pfizer non è stato autorizzato nel Paese asiatico. Quindi si porrà il problema su come farlo circolare e iniettarlo. Nel frattempo, alcuni nostri concittadini sono ancora in India in attesa di capire quale sarà il loro futuro. Il Covid non molla e come ha cambiato il nostro modo di vivere e lavorare, sta cambiando anche tutto il sistema-mondo.

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