Bagni chimici fuori misura, container posizionati dove non dovevano ed elementi strutturali non conformi alle autorizzazioni. Con queste motivazioni il Tribunale di Roma ha disposto il sequestro preventivo di diverse strutture ed elementi all’interno dell’area d’intrattenimento di Parco Caracalla, allestita in viale Guido Baccelli, a due passi dalle Terme e nel cuore del quartiere San Saba.
Un’area sottoposta a stringenti vincoli paesaggistici e archeologici dove, secondo le verifiche dell’autorità giudiziaria, sarebbero state posizionate opere non aderenti a quelle concordate.
Le difformità contestate nel vincolo archeologico
A far scattare il provvedimento della magistratura sono stati i controlli avviati a seguito di un esposto presentato nei mesi scorsi dai residenti della zona. Secondo il giudice per le indagini preliminari, le opere realizzate nel parco estivo presentano discrepanze «sotto il profilo dimensionale, quantitativo, tipologico e localizzativo».
Nello specifico, la misura cautelare riguarda strutture tra cui tre container adibiti a servizi igienici collocati in posizioni e con dimensioni differenti rispetto alle concessioni rilasciate, un chiosco bar permanente installato in un’area riservata ai soli food truck e tre imponenti portali in acciaio. Modifiche che, per la magistratura, avrebbero alterato lo stato dei luoghi compromettendo la compatibilità paesaggistica ed archeologica.
La replica degli organizzatori: «Fiducia nella magistratura, operato regolare»
Non si è fatta attendere la risposta della direzione di Parco Caracalla, che respinge con fermezza ogni addebito confidando nel lavoro degli inquirenti: «Accogliamo il provvedimento con massimo rispetto e siamo già al lavoro con i nostri legali per fornire tutta la documentazione necessaria e chiarire ogni aspetto nel minor tempo possibile. Siamo certi della totale regolarità del nostro operato: abbiamo sempre agito nel rispetto delle norme, delle autorizzazioni e della sicurezza».
L’allarme occupazionale: «Oltre 100 famiglie a rischio»
Gli organizzatori esprimono forte preoccupazione per i riflessi economici ed operativi della chiusura forzata dell’area: «Il provvedimento colpisce e mette in forte difficoltà oltre 100 famiglie tra personale dipendente, collaboratori e indotto che dipendono dalle attività del parco. Parco Caracalla è un presidio aperto e inclusivo, sottrarlo ai cittadini significa togliere un punto di aggregazione fondamentale. Confidiamo di dimostrare la correttezza della struttura per ottenere una rapida riapertura».

