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Bufera su Piazza dei Cinquecento: lo studio IT’S disconosce il progetto

Estromesso dai lavori, lo studio di architettura denuncia lo stravolgimento del progetto green vincitore del concorso

Bufera su Piazza dei Cinquecento: lo studio IT’S disconosce il progetto
Il rendering dell’ studio IT’S per Piazza dei Cinquecento

A quasi quattro anni dalla vittoria del concorso internazionale per la riqualificazione di Piazza dei Cinquecento e del nodo della Stazione Termini a Roma, lo studio d’architettura IT’S prende le distanze dal cantiere in corso. L’opera, pensata per trasformare lo spazio antistante lo scalo ferroviario in un’area pubblica moderna e sostenibile, sta assumendo contorni profondamente diversi rispetto alla proposta originaria approvata in Conferenza dei Servizi.

L’asfalto e l’estromissione dei progettisti

A far traboccare il vaso è stata la recente stesura di un esteso strato di asfalto per la sistemazione del terminal degli autobus. Un intervento che secondo i progettisti snatura i principi fondanti del masterplan, studiato per superare le distese di bitume, migliorare il microclima e favorire la permeabilità dei suoli contro i cambiamenti climatici.

Dallo studio romano-parigino spiegano come, dopo la fase iniziale del Progetto di Fattibilità Tecnico Economica e del definitivo, il loro ruolo sia stato progressivamente marginalizzato. Con il subentro di ANAS a Grandi Stazioni Rail per ragioni d’urgenza legate al Giubileo, l’apporto dei progettisti si è ridotto a una leggera assistenza al Responsabile Unico del Procedimento, per poi azzerarsi del tutto. Da fine 2024 a oggi, il gruppo vincitore della gara non ha più avuto alcun coinvolgimento ufficiale né nella progettazione esecutiva né nella direzione artistica dei lavori, nonostante le ripetute sollecitazioni rivolte alle stazioni appaltanti.

Un’opera distante dal piano originario

Le difformità riscontrate rispetto al disegno vincitore non riguardano solo la scelta dei materiali, come la stesura dell’asfalto. Dallo studio evidenziano criticità sulla gestione delle acque piovane e l’incertezza sul completamento dell’arboreto previsto per l’area. Risultano al momento svaniti nel nulla anche elementi chiave della mobilità sostenibile, come il BikeUp, la struttura centrale destinata a ospitare oltre 300 stalli per biciclette, e il padiglione dei servizi.

Il nodo della qualità nei grandi cantieri pubblici

La decisione di disconoscere formalmente il progetto nasce dalla volontà di accendere un faro sulla tutela della qualità architettonica nei grandi interventi urbani. Per uno snodo strategico di quattro ettari come Piazza dei Cinquecento, la mancata continuità tra chi concepisce l’opera e chi la esegue rischia di compromettere la resa estetica, la durevolezza dei materiali e la vivibilità futura degli spazi. La vicenda riapre così il dibattito sulla gestione delle opere pubbliche in Italia, dove l’esigenza di accelerare i cantieri finisce spesso per sacrificare la visione e la qualità dei progetti originari.