Dallo scorso giugno il parco del Colle Oppio ospita una novità sportiva decisamente inaspettata per l’estate romana. Nell’area allestita da Sport e Salute in collaborazione con la Federazione Italiana Sport del Ghiaccio sono comparse tre strutture sintetiche per consentire a cittadini e turisti di cimentarsi con il curling a due passi dall’Anfiteatro Flavio.
L’iniziativa, accompagnata dalla presenza di istruttori qualificati per guidare nei primi lanci, proseguirà almeno fino alla metà di settembre e ha attirato perfino l’attenzione del New York Times, che ha descritto l’esperienza come una divertente e singolare attrazione sullo sfondo del monumento più famoso al mondo.
Ingegno sintetico per far innamorare la Capitale
In assenza del manto ghiacciato tradizionale, l’impianto sfrutta superfici in materiale plastico e utilizza pietre da gioco molto più leggere rispetto a quelle olimpiche, pesanti circa un decimo di quelle regolamentari.
Nonostante l’adattamento tecnico, la federazione e l’azienda pubblica guidata dal ministero dell’Economia puntano ad avvicinare la cittadinanza a una disciplina di nicchia, creando entusiasmo nell’ambiente urbano e ponendo le prime basi per la futura realizzazione di un vero impianto sportivo dedicato in città.
L’effetto Olimpiadi e la passione ogni quattro anni
In Italia il curling resta una pratica seguita da una ristretta nicchia di appassionati, ma capace di accendere grandi entusiasmi collettivi durante le Olimpiadi invernali.
Il memorabile successo ottenuto alle Olimpiadi invernali Milano-Cortina di quest’anno dalla coppia formata da Stefania Constantini e Amos Mosaner, capace di incollare alla televisione circa tre milioni di telespettatori e conquistare la medaglia di bronzo, dimostra il forte potenziale di attrazione di questo sport, come confermato anche dalla recente presenza della stessa campionessa olimpica sulla pista promozionale allestita a Roma.
La mappa di uno sport geograficamente isolato
Uno dei principali ostacoli alla diffusione del curling risiede nella sua storica concentrazione in piccoli centri montani.
I principali punti di riferimento della disciplina si trovano infatti quasi esclusivamente nell’arco alpino, distribuiti tra località di pochi elementi residenti come Cembra, Claut, Bormio e Cortina d’Ampezzo. Fuori da questi nuclei alpini, le strutture adatte risultano sostanzialmente inesistenti sul resto del territorio nazionale.
Un ghiaccio speciale per conquistare le metropoli
A rendere complessa la realizzazione delle piste è la particolare manutenzione richiesta dalla superficie di gioco, nettamente diversa da quella impiegata nel pattinaggio o nell’hockey.
Il tracciato richiede infatti un livellamento perfetto e un trattamento specifico con microgocce d’acqua per garantire la corretta scivolosità delle pietre. Nel Centro e Sud Italia l’unica struttura che consente una pratica amatoriale sul ghiaccio si trova a Mentana, alle porte della Capitale. Proprio per superare questi limiti geografici, i vertici federali hanno deciso di promuovere installazioni innovative e portare la disciplina nel cuore delle grandi metropoli italiane.

