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Piscina per sole donne: il flop della protesta di Carabella che va via scortato dalla polizia

Nuovo blitz di Simone Carabella contro le donne in burkini nella piscina di Tor Tre Teste a Roma: l’influencer viene contestato dalle femministe con pistole ad acqua e scortato via dalla polizia

Piscina per sole donne: il flop della protesta di Carabella che va via scortato dalla polizia

L’ennesimo blitz provocatorio di Simone Carabella si è trasformato in un boomerang, concludendosi tra contestazioni di piazza e l’intervento delle forze dell’ordine. Questa volta l’influencer romanesco e attivista contro il “degrado” ha preso di mira la piscina comunale di Tor Tre Teste, in via Giuseppe Candiani.

L’impianto ospita ogni mercoledì una finestra oraria (7.30-9.30 e 18.30-20.30) organizzata per iniziativa della Comunità islamica di Roma e riservata esclusivamente alle donne. Un’ora di relax in cui le frequentatrici possono indossare liberamente bikini, costume intero, tankini o burkini, senza la presenza di uomini.

La contestazione delle femministe e la replica simbolica

Ad attendere Carabella al suo arrivo non c’erano però i consensi sperati, bensì un presidio organizzato dai movimenti per il diritto all’abitare e dalla sigla Donne di borgata. Le attiviste lo hanno contestato apertamente, mettendo in scena una protesta ironica con la consegna di una piscina gonfiabile per bambini e una pistola ad acqua.

“Un gesto simbolico contro le sue continue offensive verso le persone migranti e verso le donne che chiedono semplicemente di prendere un paio d’ore di sole in serenità”, ha spiegato Margherita, esponente dei movimenti per la casa. “Carabella ha cercato di negare la matrice razzista e classista del suo gesto, ma le nostre borgate hanno chiaramente espresso il rifiuto per questo tipo di provocazioni”.

L’azione dell’influencer non ha fermato il corso delle attività: Carabella è riuscito soltanto ad avvicinarsi al bordo della vasca per registrare un rapido video promozionale da diffondere sui social, per poi allontanarsi scortato dagli agenti di polizia giunti sul posto.

Chi è Simone Carabella: dalle battaglie sui social alla politica

Personal trainer, mental coach e preparatore atletico originario dei Castelli Romani, Simone Carabella è da anni un volto noto delle cronache locali e dei social media, dove si definisce un “cittadino attivo” al servizio della sicurezza e del decoro. Conosciuto dal grande pubblico romano anche per essere uno dei tradizionali “Mr. Ok” che sfidano il freddo tuffandosi nel Tevere a Capodanno, Carabella vanta un percorso politico eclettico e frammentato.

Piazzatosi inizialmente nel centrosinistra con una candidatura nelle liste del Partito Democratico ad Albano Laziale, negli anni si è spostato con decisione verso posizioni sovraniste e di destra, gravitando attorno al movimento No-Vax, alle “ronde” e alle manifestazioni di piazza contro il degrado. Tra i suoi blitz più recenti si ricordano la distruzione e rimozione della bandiera palestinese dalla sede dell’associazione La Maggiolina a Montesacro e le iniziative “anti-borseggio” sui mezzi pubblici storicamente contigue a quelle di altri creator romani.

I precedenti blitz contro le iniziative della comunità islamica

Il blitz a Tor Tre Teste è solo l’ultimo capitolo di una campagna mirata contro gli spazi di integrazione della comunità musulmana romana. A fine maggio Carabella si era presentato a Villa Gordiani per disturbare una festa di quartiere organizzata dalla comunità islamica. Più di recente, il 17 luglio, si era recato presso la parrocchia di Santa Maria della Fiducia dove aveva coperto un manifesto dell’oratorio estivo — ispirato alle atmosfere de Le mille e una notte e al personaggio di Aladino — affiggendovi sopra l’immagine di San Pietro con lo slogan “A Roma niente moschee”.