Il rientro dalle vacanze si è trasformato in un’odissea per Charlie Gnocchi, che si è ritrovato senza il suo scooter parcheggiato nei pressi della stazione San Pietro. Gnocchi aveva lasciato il mezzo negli stalli riservati ai motorini. Al suo ritorno, però, non lo ha più trovato. Poco distante erano in corso le operazioni di rimozione dei veicoli e l’allestimento di un cantiere. A quel punto ha iniziato a filmare il confronto con gli agenti della polizia locale, chiedendo spiegazioni sulla scomparsa del motorino e contestando la gestione della segnaletica.
La contestazione agli agenti
«I vigili non mi vogliono dire perché portano via i motorini qua, quando c’è uno spazio che dice che ci sono i motorini. Vado in stazione a lavorare, torno, non trovo il motorino, mi dicono che è colpa mia», racconta Gnocchi nel video.
L’inviato ha chiesto anche dove fosse stato trasferito lo scooter e quanto avrebbe dovuto pagare per la rimozione. L’agente ripresa nel filmato, senza aver dato il proprio consenso, ha precisato che avrebbe fornito chiarimenti soltanto a cellulare spento.
In un secondo video, Gnocchi ha riferito che i mezzi rimossi sarebbero stati circa 80. La zona, ha spiegato, viene utilizzata abitualmente da numerosi pendolari che lasciano lo scooter per raggiungere la stazione e prendere il treno diretto verso il litorale a nord di Roma.
«Vi farò sapere quanto dovrò spendere», si legge nella scritta sovrapposta alle immagini.
La polemica sui social
Il filmato ha raccolto centinaia di commenti, tra cui quelli di diversi personaggi dello spettacolo. Rita Dalla Chiesa, vicecapogruppo di Forza Italia alla Camera, ha scritto: «Bravo Gene Gnocchi. Hai ragione. È una vergogna. Ma davvero tu pensi che a Roma qualcuno dei vigili urbani ti dia una risposta?».
Lo speaker di Rds Claudio Guerini ha invece commentato con ironia, richiamando altre violazioni del codice della strada: «Poi però tutti sui monopattini in due senza casco, tutti in doppia fila e sulle strisce con l’auto, molti senza cintura e al telefono alla guida, tutti senza frecce quando svoltano. Alla grande».
Lo stesso Charlie Gnocchi ha poi annunciato l’intenzione di creare un gruppo dedicato ai proprietari degli scooter rimossi: «Motorini di San Pietro. Tutti i proprietari con le palle girate come me, per il disagio ferragostano. Assolutamente evitabile! Poi francamente voglio capire quanto dovrò spendere tra sanzione, carro attrezzi e prezzo giornaliero del deposito, oltre alla rottura di andare a Settebagni».
Il cantiere e il divieto di sosta
Alla base delle rimozioni c’era l’avvio di un cantiere edile destinato a occupare oltre 1.500 metri quadrati di suolo pubblico per la realizzazione di opere pubbliche e di un edificio non residenziale.
Le disposizioni erano contenute in una determina dirigenziale del XIII Gruppo Aurelio. Il provvedimento stabiliva il divieto di fermata con rimozione forzata dalle 17 del 16 agosto fino al 18 agosto in diverse strade attorno alla stazione San Pietro:
- via del Crocifisso;
- via Innocenzo III;
- piazza e via della Stazione di San Pietro;
- via Domenico Silveri;
- piazza di Santa Maria alle Fornaci;
- via Paolo II;
- via Nicolò III.
La segnaletica era stata installata in anticipo
Secondo la ricostruzione, i cartelli e gli avvisi provvisori sono stati posizionati il 14 agosto, garantendo così il preavviso minimo di 48 ore previsto dal Codice della strada prima dell’avvio delle rimozioni.
La normativa non prevede eccezioni per il periodo di Ferragosto né per i cittadini che si trovavano fuori Roma. La responsabilità, in ogni caso, resta a carico del proprietario del veicolo, che deve verificare la presenza di eventuali divieti temporanei anche quando il mezzo è stato parcheggiato in precedenza.
Per questo, secondo quanto emerso, la polizia locale avrebbe applicato correttamente le disposizioni previste, nonostante gli scooter fossero stati lasciati inizialmente all’interno di stalli regolari.
Quanto si dovrà pagare
I proprietari dei mezzi rimossi dovranno rivolgersi ai depositi giudiziari territorialmente competenti per recuperare i veicoli. Il costo complessivo della rimozione può variare indicativamente tra 100 e 150 euro, a cui va aggiunta la sanzione prevista per la violazione del divieto.
A queste somme si devono inoltre sommare le spese di custodia, calcolate in base ai giorni di permanenza dello scooter nel deposito.


