Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Cronaca » Strage di Pietralata: il piano premeditato già da un anno. Risparmi bruciati, la pista della truffa

Strage di Pietralata: il piano premeditato già da un anno. Risparmi bruciati, la pista della truffa

Dramma familiare a Roma: la coppia stremata dalla malattia della figlia. Emerse tracce di sparo su entrambi i genitori, riflettori puntati sui conti bancari

Strage di Pietralata: il piano premeditato già da un anno. Risparmi bruciati, la pista della truffa

Potrebbe essere iniziato esattamente dodici mesi fa il percorso da incubo sfociato nella tragedia di Pietralata. Era il 4 agosto 2025 quando Luca Abbasciano, tecnico informatico di 42 anni senza una precedente passione per il collezionismo bellico, decide di acquistare una Glock subito dopo aver ottenuto il porto d’armi per uso sportivo.

Quella stessa arma è servita un anno dopo per mettere fine alla vita della piccola Bianca, 5 anni, colpita mortale mentre dormiva, prima che gli stessi genitori si togliessero la vita nella villetta di via dell’Antracite. Le autopsie coordinate dal professor Vittorio Fineschi hanno rivelato un quadro drammatico: la presenza di polvere da sparo sulle mani di entrambi i genitori conferma che sia Luca sia Valentina Pambianco hanno impugnato la pistola per fare fuoco. In attesa degli esiti dei test tossicologici, gli inquirenti cercano di comprendere se l’acquisto dell’arma rientrasse in una lucida e prolungata premeditazione maturata nella disperazione.

I viaggi della speranza in Messico e il tracollo finanziario della famiglia

La radice del dramma risiede nella disperata battaglia contro la grave paralisi cerebrale da cui era affetta la bambina. Nel tentativo di assicurarle una speranza di guarigione, la coppia aveva intrapreso ben tre viaggi della speranza in Messico, affrontando cure sperimentali con cellule staminali prima di rivolgersi, nel mese di novembre, al centro Neurocytonix guidato dal neuroscienziato José Roberto Trujillo a Monterrey. Una speranza costata centinaia di migliaia di euro, una cifra enorme che ha finito per prosciugare quasi interamente i risparmi di una vita.

L’ombra della truffa e i controlli dei Carabinieri su conti e dispositivi

I Carabinieri hanno avviato un’approfondita analisi finanziaria acquisendo tutti i conti bancari della coppia. L’obiettivo primario degli investigatori è ricostruire con esattezza la provenienza dei capitali e la destinazione di ogni singolo bonifico. Si punta ad accertare se, dietro la promessa di terapie innovative, la famiglia sia rimasta vittima di un raggiro, di un ricatto o di una vera e propria speculazione sulla disabilità della piccola.

I militari stanno passando al setaccio i computer e gli smartphone di Luca e Valentina, analizzando chat, contatti e registri di pagamento. Un’indagine fondamentale per dare una risposta all’ultimo straziante biglietto lasciato dai due coniugi, un messaggio sintetico che testimonia la fine di ogni risorsa economica e psicologica: «Da soli non ce la facciamo più».