La partita interna alla Lega si gioca sempre di più in Lombardia. E la serata di Alzano Lombardo, nel Bergamasco, ha dato la misura di quanto il malessere del Nord sia ormai uscito allo scoperto. Più di trecento militanti, bandiere della Lega Lombarda, cori e striscioni di sostegno ad Attilio Fontana e Massimiliano Romeo: la presentazione del libro del segretario lombardo è diventata nei fatti una prova di forza della componente che chiede a Matteo Salvini un cambio di passo nella linea e nella gestione del partito.
Il passaggio decisivo è atteso ora a Roma, dove Salvini dovrebbe confrontarsi con il fronte dei governatori del Nord: oltre a Fontana, Massimiliano Fedriga, Luca Zaia e Maurizio Fugatti. L’incontro, previsto a margine della due giorni leghista dedicata alla manovra economica, arriva dopo settimane di tensioni e richieste di una gestione più collegiale del Carroccio.
Romeo: “Ci siamo dimenticati dei territori”
Ad Alzano il più esplicito è stato proprio Romeo. Il capogruppo della Lega al Senato non ha risparmiato critiche alla stagione che ha portato il partito dai picchi di consenso degli anni scorsi agli attuali livelli elettorali. “A quelle vette di consenso abbiamo cominciato a pensare che bastasse il carisma del leader per vincere. Così ci siamo dimenticati dei territori”, ha detto Romeo. E ancora: “Salvini ha i suoi meriti, ha fatto tanto, ma se la gente ti dice che non ti vota più qualcuno deve avere il coraggio di farlo presente. Io non faccio questa battaglia perché ho perso la poltrona. Anzi, rischio di perderla perché la faccio”.
Il riferimento è alle indiscrezioni che da giorni circolano sulla possibilità di una sua sostituzione alla guida dei senatori leghisti. Tra i nomi indicati per un eventuale avvicendamento ci sono Claudio Borghi e, secondo alcune ricostruzioni, Andrea Paganella. La Stampa riferisce anche dell’ipotesi di una raccolta firme tra i senatori più vicini a Salvini per sfiduciare Romeo.
Fontana fa quadrato attorno al segretario lombardo
A difendere Romeo è stato Attilio Fontana, sempre più punto di riferimento istituzionale del fronte nordista. “Sarebbe sbagliato punire chi ha detto che le cose non vanno bene“, ha affermato il governatore lombardo. Il messaggio che arriva da Alzano è quello di un Nord che chiede di riportare al centro dell’azione politica federalismo, autonomia e territorio. Fontana ha confermato la sintonia con gli altri presidenti settentrionali: “Con noi ci saranno Zaia, Fedriga e Fugatti. Siamo in linea, condividiamo le stesse idee”. Non dovrebbe invece partecipare al confronto Giancarlo Giorgetti, anche se il recente incontro pubblico con Fontana è stato letto nel partito come un segnale politico non irrilevante.
La platea di Alzano e la vecchia Lega che torna a farsi sentire
La serata bergamasca ha raccolto una parte significativa della Lega lombarda. In sala c’erano, tra gli altri, gli assessori regionali Claudia Terzi e Massimo Sertori, la deputata Simona Bordonali, il sindaco di Gallarate Andrea Cassani, il consigliere regionale Roberto Anelli ed esponenti della vecchia guardia del Carroccio. Fuori dall’auditorium anche militanti del Patto per il Nord, mentre da giorni cresce la mobilitazione per ottenere la convocazione del congresso della vecchia Lega Nord per l’Indipendenza della Padania. Il sito comitatofederale.org raccoglie adesioni alla richiesta e, secondo quanto riportato da Repubblica, sarebbero già circa trecento quelle raccolte informalmente tra iscritti e simpatizzanti. Il comitato punta anche a ottenere l’accesso al libro dei soci per verificare quanti siano oggi gli iscritti e raggiungere eventualmente la quota necessaria per chiedere formalmente la convocazione dell’assemblea.
Il salviniano Zoffili: “Romeo e Fontana irresponsabili”
A certificare il clima di tensione anche la presenza ad Alzano del deputato Eugenio Zoffili, considerato uno dei fedelissimi di Salvini. Dal palco il segretario provinciale bergamasco Fabrizio Sala lo ha punzecchiato ironicamente, ringraziandolo perché “segue e controlla sempre i nostri eventi”. La replica di Zoffili è stata durissima: “Romeo e Fontana sono due irresponsabili, stanno danneggiando la Lega”. Dalla platea, però, è arrivato un segnale opposto. Un militante ha persino minacciato la restituzione della tessera nel caso in cui Romeo o Fontana venissero colpiti politicamente. E lo stesso Fabrizio Sala ha scandito: “Non siamo rassegnati al 4%. Vogliamo rilanciare la Lega senza andare contro nessuno”.
Verso Pontida, il vero banco di prova
Sul fondo resta Pontida, in programma il 20 settembre. Per tutti sarà il vero banco di prova della tenuta del partito e dei rapporti tra Salvini e la sua componente settentrionale. Fontana ha escluso l’idea di una resa dei conti sul pratone: “Pontida non è dei dirigenti, è dei militanti. Sono sicuro che prevarrà il cuore”. Ma il confronto di Roma arriverà prima e potrebbe già chiarire molto. I governatori intendono mettere sul tavolo le loro proposte e chiedere una gestione più condivisa del partito. Romeo, da parte sua, continua a legare la questione interna anche al peso nazionale della Lega: “Se Salvini vuole fare il ministro dell’Interno la Lega deve crescere. Se ci fermiamo al 4% la Meloni non ci regala niente”.


