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Addio a Dolly Parton, un cuore enorme dietro gli strass. Bandiera a mezz’asta alla Casa Bianca

La regina del country è morta a Nashville a 80 anni. Cantautrice, attrice, imprenditrice e filantropa, ha attraversato sessant’anni di cultura americana senza mai perdere l’ironia e soprattutto la capacità di occuparsi degli altri. Con lei scompare molto più di una voce.

Addio a Dolly Parton, un cuore enorme dietro gli strass. Bandiera a mezz’asta alla Casa Bianca

Ci sono artisti dei quali, alla fine, si ricordano le canzoni. Di Dolly Parton sarà inevitabile ricordare anche tutto il resto. È morta ieri a 80 anni, quella minuscola donna del Tennessee che aveva costruito intorno a sé un’immagine gigantesca: capelli cotonati, abiti impossibili, strass, tacchi, scollature e una formidabile capacità di ridere per prima della propria caricatura.

Ma sotto quella confezione volutamente esagerata viveva un talento difficilmente catalogabile. Dolly è stata country, pop e rock, autrice di circa tremila canzoni, interprete, produttrice, imprenditrice e attrice. Jolene, Coat of Many Colors, 9 to 5, fino alla celeberrima I Will Always Love You, che il mondo avrebbe poi ascoltato nella voce di Whitney Houston: melodie entrate nella memoria collettiva molto oltre i confini di Nashville.

Dal palco al cinema, senza mai smettere di essere Dolly

Anche Hollywood capì presto che dietro il personaggio c’era molto altro. Da Dalle 9 alle 5 a Il più bel casino del Texas, fino a Fiori d’acciaio, L’artista portò sullo schermo la stessa qualità che aveva sul palco: la naturalezza. Non recitava mai completamente qualcun altro perché, in qualche modo, essere Dolly Parton era già un ruolo irripetibile.

Una star che distribuiva libri

Eppure il lascito più commovente potrebbe non trovarsi in un disco. Nel 1995 creò la Imagination Library, ispirata dal padre che non aveva potuto imparare a leggere: da allora il progetto ha distribuito oltre 300 milioni di libri gratuiti ai bambini. Donò un milione di dollari alla ricerca che contribuì allo sviluppo del vaccino Moderna contro il Covid e aiutò concretamente centinaia di famiglie colpite dagli incendi del Tennessee.

Forse è questa l’immagine da conservare. Non soltanto la regina bionda sotto i riflettori, ma una donna venuta dalla povertà che, arrivata in cima, continuò a guardare verso chi era rimasto più in basso.

Le cause della morte

Per evitare notizie non corrette, il team di Dolly Parton ha chiarito ufficialmente le cause della morte dell’artista. La star è stata ricoverata lo scorso venerdì 21 agosto presso il Vanderbilt-Ingram Cancer Center a Nashville, morendo quattro giorni dopo di cancro, circondata dall’amore della sua famiglia, che in questi giorni difficili non l’ha lasciata sola per un solo istante. Una malattia diagnosticatale da non molto tempo e che ha portato a un declino rapido delle sue condizioni.

In costante supporto dei dipendenti di Dollywood

Dolly Parton se ne va lasciando canzoni, film, sorrisi e milioni di libri nelle mani dei bambini. Gli strass prima o poi smettono di brillare. La generosità, qualche volta, no. Infatti la Parton ha avuto una politica molto generosa anche verso chi lavorava nell’universo dei parchi e resort Dollywood. Dal 2022 il gruppo proprietario del parco ha offerto ai dipendenti — anche stagionali e part-time — il pagamento integrale di rette universitarie, tasse e libri per numerosi corsi di studio. Il programma riguardava migliaia di lavoratori.

L’episodio più impressionante, però, riguarda gli incendi del Tennessee del 2016. Attraverso il My People Fund, creato dalla Dollywood Foundation, vennero versati 1.000 dollari al mese per sei mesi a ogni famiglia che aveva perso la casa; l’ultimo assegno fu addirittura portato a 5.000 dollari. Tra i beneficiari potevano esserci naturalmente anche lavoratori delle attività locali, ma non si trattava formalmente di un “bonus ai dipendenti”: l’aiuto era destinato a tutte le famiglie colpite della contea di Sevier.

La sua generosità non rimase mai una voce di bilancio buona per i comunicati. Dolly aveva conosciuto la povertà abbastanza da ricordarsi, una volta diventata ricca, che cosa significasse avere bisogno di qualcuno.