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Cronache
"Sul volo fantasma interessi segreti". I radar inglesi sapevano tutto

Nuove rivelazioni sul volo Malaysia Airlines. I satelliti britannici intercettarono immediatamente l'aereo. Gli inglesi sapevano tutto già il giorno della scomparsa ma non dissero nulla. La Cina: "Ci sono dietro inconfessabili interessi economici e bellici"

SCONTRO CINA-MALESIA - La Cina ha intimato alla Malaysia di consegnarle tutti i dati satellitari pertinenti sulla fine del Boeing 777-200 Er della sua compagnia di bandiera, scomparso l'8 marzo scorso con 239 persone a bordo: lo ha reso noto il ministero degli Esteri di Pechino, secondo cui a formulare la richiesta e' stato il numero due del dicastero, Xie Hangsheng. Xie ha convocato l'ambasciatore malese, Iskandar Sarudin, poco dopo che il premier di Kuala Lumpur, Najib Rakaz, aveva annunciato che il jet era precipitato in mare migliaia di chilometri a ovest delle coste australiane, nel settore centro-meridionale dell'Oceano Indiano. La Repubblica Popolare ha sempre contestato al Paese asiatico scarsa collaborazione nel divulgare i risultati delle operazioni di ricerca. Erano cittadini cinesi circa centocinquanta passeggeri. Secondo la Cina la verità sarebbe stata nascosta per motivi economici e bellici.

LA RABBIA DEI PARENTI - Dopo l'annuncio che l'aereo è "certamente crollato in mare", nell'hotel di Pechino in cui sono ospitati, i familiari dei passeggeri cinesi, sono scoppiati a piangere e a urlare, alcuni sono svenuti e sono stati portati fuori in barella. Sono state nuove immagini satellitari a indicare con certezza che il Boeing fu avvistato per l'ultima volta mentre volava "nella parte centrale dell'oceano, a ovest di Perth". Si tratta di un'area perlustrata da navi e aerei che partecipano alle operazioni di ricerca, dopo che sono stati avvistati oggetti galleggianti che potrebbero essere frammenti del relitto, finito ormai in fondo all'oceano. "E' un'ubicazione remota, lontana da qualunque possibile sito di atterraggio", ha precisato Razak, senza fornire spiegazioni su cosa potrebbe essere accaduto sull'aereo. Monta sempre di più la rabbia delle famiglie dei passeggeri, che accusano il governo e le linee aeree malesi di essere "assassini".

I RADAR INGLESI SAPEVANO - Grazie a dati riservati, che fino a ieri non si sapeva fossero rilevabili. Alla conclusione si e' giunti grazie alla collaborazione dell'agenzia del ministero dei Trasporti di Londra competente a indagare sui disastri nell'aviazione civile, e della 'Innmarsat', compagnia britannica operante nel settore delle telecomunicazioni satellitari, che hanno fornito nuovi dati e analisi. Nella zona la Marina Militare americana ha inviato il proprio 'black box detector', un'apparecchiatura in grado di captare i segnali trasmessi dalle scatole nere di un aereo.  La società britannica ha stabilito che a quasi 7 ore dal dirottamento, il Boeing 777 volava a circa 450 nodi, in direzione sud-ovest, in mezzo all’oceano, troppo distante da qualsiasi spazio di atterraggio in rapporto al carburante disponibile. Di qui la conclusione: l’aereo è precipitato in mare, tutte le persone a bordo sono morte. Il mistero da chiarire, oltre a chi e perché ha diretto il jet verso una trappola mortale ancora ignota, è ciò che è successo dopo che Inmarsat ha captato l’ultimo “ping”. Ma in realtà a Londra tutto era chiaro già la mattina di sabato 8 marzo, ben prima che venissero informate le autorità malesi.

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