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Cronache
Affitti: 50 mila famiglie romane in difficoltà. “La Raggi ha negato gli aiuti”

di Andrea Catarci *

A Roma un terzo degli affittuari è in difficoltà: qualcosa come 49.213 famiglie su 166.000 complessive hanno chiesto il contributo straordinario 2020 previsto in forma di bonus affitto. Sulla loro strada, oltre alle difficoltà quotidiane, hanno avuto la sventura di incontrare la giunta Raggi, che si è adoperata per mandarli definitivamente a fondo.

La Regione Lazio nell’anno della pandemia ha assegnato a Roma Capitale più di 27 milioni di euro in due tranche, la prima di 12.100.000 e la seconda di 14.995.000 Euro, per sostenere chi è rimasto senza reddito e chi ha subito una diminuzione di almeno il 30%. Un po’ di ritardo il Campidoglio ha emesso il bando il 27 aprile 2020, in pieno lockdown, con chiusura il 18 maggio 2020. In quell’occasione l’Assessora alla Casa e al Patrimonio Valentina Vivarelli sbandierava i vantaggi della procedura online approntata appositamente e rifiutava di coinvolgere i sindacati di categoria nell’affiancamento delle famiglie. I due fattori hanno concorso in maniera determinante a vanificare i benefici dell’azione di sostegno, rispettivamente aumentando il caos nella lavorazione delle domande e ingrossando le fila degli esclusi per errori nella compilazione. Il resto lo ha fatto il Dipartimento Patrimonio e Politiche abitative, che ha optato per controlli capillari e minuziosi prima della liquidazione degli importi e non successivamente, come si sarebbe potuto fare trattandosi di autocertificazioni.

Sull’esito del bando la maggioranza pentastellata ha fornito poche informazioni, dimenticando la trasparenza sempre pretesa dagli altri. Solo a seguito dell’accesso agli atti del consigliere di Sinistra per Roma, Stefano Fassina, si è avuto un quadro della situazione, riassumibile in numeri così indecente da far capire i motivi dell’omertoso silenzio. Al 9 aprile 2021 risulta che su 49.213 domande le ammesse sono 14.553 (29,5%) e quelle respinte 19.649 (39,9%). Delle oltre 15.000 rimanenti non si è ancora completata l’istruttoria, con 451 che non sono state lavorate affatto. Sono stati erogati 13.623 contributi di 245,84 euro, una cifra irrisoria rispetto ai propositi, con cui si intendeva coprire il 40% di tre mensilità di canone. Facendo qualche conto, risulta che si sono utilizzati 3.349.078 euro, distribuendo solo il 12,36% dei fondi a disposizione. In sintesi, hanno approntato una procedura farraginosa, hanno rifiutato la collaborazione offerta dalle organizzazioni sindacali per renderla meno difficoltosa, hanno insopportabilmente allungato i tempi di una misura nata come emergenziale, hanno ancora in cassa 23.745.922 euro, inutilizzati, hanno negato un - seppur minimo - ristoro a chi ne ha estremo bisogno. E non è ancora tutto…

Non è chiaro nemmeno il destino del bando per i contributi per affitto del 2019, lasciato in un cassetto per far fronte a quello 2020. Nel corso di una commissione consiliare l’Assessora Vivarelli ha parlato di un affidamento esterno, senza specificare a che punto sia la procedura. Fatto sta che Roma Capitale ha altri 13 milioni, sempre provenienti dalla Regione Lazio, puntualmente incagliati nelle maglie della burocrazia, per un totale di 36.745.922 euro che non sono arrivati ai destinatari.

Le scuse addotte dall’Assessora Vivarelli e dalla stessa Sindaca a giustificazione sono una toppa peggiore del buco: si sono lamentate della scarsità del personale, come se non ci fossero loro dal 2016 a gestire i 24.000 dipendenti di Roma Capitale!

Avviene a Roma, città con la peggior emergenza abitativa d’Europa. Ci sono quasi 14.000 famiglie che sono in attesa di una casa popolare e 7.000 a cui non viene riconosciuto tale diritto in maniera discutibile. Ad esse ne vanno aggiunte altre 6.000 che vivono in condizioni precarie nelle occupazioni, 1.200 che stanno nei residence e 30.000 che versano in una conclamata situazione di grave disagio abitativo. Tali ordini di grandezza sono confermati dall’Assessorato comunale all’Urbanistica guidato da Luca Montuori che, in una relazione su dati 2019 ha messo nero su bianco la propria stima: nella nostra Capitale ci sarebbero 57.000 famiglie, pari a circa 200.000 persone, in condizione di disagio e emergenza abitativa. Pur conoscendo il fenomeno, le azioni individuate per contrastarlo sanno di grottesco. Nel medesimo documento - “Programma strategico per il superamento della condizione di disagio e dell'emergenza abitativa" -, dopo 110 pagine di tabelle, relazioni e possibili strategie, si enuncia l’obiettivo di reperire la miseria di 3.500 alloggi erp, per di più all'interno di piani di zona mai realizzati.

Infine c’è lo stillicidio degli sfratti. A fronte di 7.000 sentenze, circa 4.000 sono eseguiti con la forza pubblica ogni anno. Non si conosce ancora il numero ufficiale relativo al 2020. A luglio scorso però, secondo il sindacato Unione Inquilini, si viaggiava a una media di un centinaio di richieste al giorno, in aggiunta alle 7.200 già pendenti.

In tale contesto lasciare inutilizzate tanti milioni è criminale. Con un uso rapido e corretto si sarebbe permesso a parecchi nuclei di sfuggire alla trappola della morosità. Invece la giunta Raggi ha gettato benzina sull’incendio dell’emergenza abitativa e peggiorato le condizioni di vita di famiglie e singoli in sofferenza. Il tentativo ostinato e puerile di negare le proprie responsabilità, da ultimo, la dice lunga sul disinteresse per le sorti della città reale della Sindaca, degli assessori e di tutto il M5s capitolino.

Andrea Catarci, coordinatore del Comitato scientifico di Liberare Roma

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