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Forti venti e bombe d’acqua. E’ ancora allerta alluvioni

Forti venti e bombe d’acqua. E’ ancora allerta alluvioni
Da martedì 4 novembre l’allerta alluvioni tornerà ad abbattersi sull’Italia, colpendo tutto l’arco delle Alpi e Prealpi. In particolare sono a rischio Liguria e Piemonte, regioni già devastate dal maltempo a ottobre insieme all’Emilia Romagna e alla Toscana

Dopo le polemiche per la gestione dell’emergenza, da più parti arriva ora l’invito ad attuare i provvedimenti necessari per evitare rischi inutili alla popolazione e rischi idrogeologici. LA MAPPA

Fino a martedì 4 novembre l’Italia sarà protetta da  un campo di alta pressione che garantirà bel tempo soleggiato su tutte le regioni, ma anche qualche nebbia in pianura. Poi, purtroppo, è ancora confermata l’allerta alluvione che da martedì colpirà la Liguria e il Piemonte.

Un mix di fattori tra i quali forti venti meridionali, conformazione delle Alpi liguri e piemontesi, nubi cariche di pioggia, blocco anticiclonico ad est, porteranno ad una situazione veramente critica per Liguria, Piemonte, Alpi e Prealpi in genere dove sono attesi grossi quantitativi di piogge. La redazione web del sito www.ilmeteo.it invita sin da ora ad attuare i provvedimenti necessari per evitare rischi inutili alla popolazione e rischi idrogeologici.

Antonio Sanò, direttore e fondatore del sito www.ilmeteo.it avvisa che il grave maltempo previsto dal prossimo 4 novembre proseguirà almeno fino al giorno 6 con piogge sempre insistenti su Piemonte e Liguria e temporali che raggiungeranno anche le coste tirreniche.

alluvione genova (9)Alluvione a Genova – Guarda la gallery

 

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Alluvione a Genova, Grillo contestato – Guarda la gallery

Maltempo: Bagnasco, risorse governo per Genova siano adeguate – “Data la gravita’ cosi’ pesante della situazione, io penso e spero che i responsabili rivedranno questa posizione e daranno una risposta veramente adeguata e tempestiva alla necessita’ e all’urgenza di tanta gente”. Cosi’ il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei e arcivescovo di Genova commenta la riduzione dei finanziamenti dichiarati disponibili dal governo per l’emergenza di Genova, colpita dall’alluvione il 9 ottobre. “Queste persone – ha aggiunto il porporato – hanno perso il loro lavoro e spesso hanno perso tutto, per la seconda volta dal 2011 a oggi, e sono ancora impegnati a pagare i mutui per risollevarsi dall’alluvione di tre anni fa”, ha concluso Bagnasco parlando a margine dell’inaugurazione di una struttura della Fondazione Auxilium per i senza fissa dimora nel capoluogo ligure.

Maltempo: Pizzarotti, sistema allerta? E’ uno ‘scaricabarile’ – L’urgenza e’ avere i finanziamenti per la cassa d’espansione sul Baganza. Il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, davanti alle commissioni Lavori pubblici e Ambiente del Senato, ripercorre tutta la cronistoria sulla recente alluvione che ha interessato la sua zona. La Protezione civile, ha affermato Pizzarotti, ha eseguito alla lettera la procedura secondo il proprio Regolamento, dalla fase di ‘attenzione’ di sabato agli avvisi di pre-allarme e di allarme di lunedi’. Il sistema di allerta pero’ “e’ arcaico ma come tante cose italiane, e’ una sorta di scaricabarile e non e’ questo il sistema di gestire le procedure”, ha sottolineato il sindaco che ribadisce “e meno male che gli uomini della Protezione civile gia’ nel primo pomeriggio di lunedi’ (prima della fase di pre-allarme, ndr) erano sul posto per monitorare la situazione e per chiudere i ponti, primo fra tutti quello ciclo-pedonale della Navetta”. Pizzarotti ha risposto anche alle ‘accuse’ una mancata conoscenza dei fatti: “Chiunque poteva telefonarmi. Io ero in prefettura per una vertenza sindacale e nessuno era in allerta. La bomba d’acqua si e’ verificata in una zona fuori Parma e non ho la finestra sul cortile, sul fiume. A Parma pioveva in modo normale”. Per l’esponente 5 Stelle “va gestito un sistema di allerta che registri l’evolversi della situazione non il modello. Ci vogliono strumenti in loco, per esempio idrometri”. “E’ profondamente sbagliato che il sindaco debba sapere tutto e sia responsabile di tutto. Ci sono gli esperti. Se vogliamo un sistema che funziona deve essere fatto da professionisti che poi si coordineranno con me”.