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Cronache

In ritardo, ma sono arrivate. Le zanzare hanno cominciato a comparire qualche settimana più tardi rispetto agli anni precedenti. E hanno invaso molte zone d'Italia. Complice anche il clima incerto di questi ultimi giorni che ha favorito la riproduzione di massa di un genere particolarmente fastidioso, le "Aedes", lo stesso delle zanzare tigre. E con l'arrivo di questo particolare genere di zanzare cresce il rischio che possano tornare a svilupparsi focolai di malattie tropicali come quella di virus di chikungunya che ha colpito l'Emilia Romagna nel 2007 con oltre 200 casi di infezione. A tutto ciò va aggiunta la latitanza di molti comuni che, causa crisi economica, non hanno proceduto alle necessarie disinfestazioni. Ma non solo, gli esperti lanciano anche l'allarme zecche, soprattutto nelle zone di campagna e nelle periferie cittadine. Ma ci sono anche molti rimedi, dai classici prodotti chimici a quelli naturali, dal basilico al cerotto che ci rende invisibili.

 
Allarme insetti a livello 4, il massimo
Secondo i dati elaborati dal 'Bollettino Zanzare' sponsorizzato dalla Vape Foundation e realizzato dai ricercatori dell'Istituto di Biometereologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Firenze nelle prossime due settimane il livello di 'allerta zanzare' salirà fino al livello 4, il massimo previsto nella scala elaborata dai ricercatori fiorentini. Il passaggio sarà graduale. In una scala che va da 0 a 4, solo una provincia, quella di Andria-Barletta infatti è già arrivata a livello 4, mentre molte altre sono ancora ad un livello intermedio della scala di allerta, il 3 (medio-alto). Ma tutte con tendenza in aumento.

Le zone più colpite
Fino al dodici luglio le più colpite saranno al Nord le provincie di Mantova, Como, Cremona, Parma, Ferrara. Al Centro la più colpita sarà la provincia di Roma, mentre al Sud le zanzare cominceranno a proliferare soprattutto a Napoli e Caserta, Bari, Brindisi, Crotone, e Taranto. In Sicilia invece le più colpite saranno Palermo, Agrigento, Catania, Ragusa. In Sardegna invece le più colpite saranno Olbia, Tempio Pausania e Cagliari.

Cosa fare
Per i cittadini, una salvezza può venire dal fai-da-te. Ciascun condominio può fare disinfestare da specialisti le aree dell'edificio a rischio". Meno utili le procedure 'casalinghe' come l'uso della candeggina che rischia solo di inquinare le acque e mettere il sottovaso di rame è solo un palliativo. Ottimi larvicidi naturali i pesci rossi da usare nella fontane e parchi ma per gli esperti il vero problema sono i tombini, che  rappresentano una “casa” ideale per le zanzare. Poi ovviamnete ci sono i classici spray che si trovano infarmacia e al supermercato e i nuovi cerotti che rendono "invisibili" alle zanzare chi li indossa.

La bella stagione - tanto agognata - sta arrivando, sole e temperature miti fanno crescere la voglia di stare all’aria aperta e godersi il tempo libero con i propri bimbi. Tuttavia, estate significa anche l’inizio di una vera propria battaglia contro le nemiche di sempre: le zanzare. In versione classica o tigrata, sono particolarmente fastidiose per chiunque, ma possono diventare una vera e propria persecuzione per neonati e bambini che, avendo un metabolismo più rapido, le attraggono più che gli adulti. Come evitare che si riempiano di punture, o peggio, sviluppino reazioni allergiche senza ricoprire quotidianamente la loro pelle delicata di prodotti repellenti? Un aiuto efficace arriva dai cerotti anti zanzara, adatti anche ai più piccoli perché non si applicano direttamente sul corpo.

Attenzione alle punture di zecche: malattia di Lyme o borreliosi allarme giustificato? Comunque sempre meglio la prevenzione in campagna, nei boschi ma anche in spiaggia
Scampagnate, gite nei boschi e spiagge sempre più frequentate. Ma più si trascorre tempo all'aria aperta in campagna, nei prati, nei boschi o anche nelle spiagge e più aumentano i rischi di essere punti da qualche antipatico insetto. Non solo vespe e zanzare, con quest'ultime che iniziano ad infestare gli ambienti aperti ma mano che si prolungano i caldi e l'umidità dell'aria aumenta, ma si aggiungono i rischi connessi alle punture di un insetto assai fastidioso per non dire pericoloso: la temibile zecca. Questo particolare parassita che si attacca al pelo dei nostri "fidi", ma che non esita a pungere qualsiasi animale a sangue caldo e quindi l'uomo, infatti, è portatore della Borrelia, un batterio responsabile di un’infezione assai diffusa ma poco conosciuta, chiamata malattia di Lyme, o borreliosi.

Basti pensare che nel solo 2010 negli Stati Uniti questa infezione é stata identificata in 22mila americani con una diffusione così rapida, che é stata paragonata all’Aids. In Italia, anche se pochi ne parlano, la borreliosi è la più diffusa e rilevante infezione trasmessa da vettore: è seconda solo alla malaria tra le malattie il cui contagio avviene tramite un vettore artropode e nel periodo 1992-1998 ha infettato circa mille persone. In regioni come la zona del Carso, il Trentino e la Liguria è addirittura considerata come una malattia endemica. Lungi dal voler destare alcun tipo di allarme e volendo ricordare come la prevenzione sia sempre la miglior medicina, ricordiamo solamente che la malattia di Lyme colpisce la pelle, le articolazioni, gli organi interni e il sistema nervoso. I primi sintomi possono avere un carattere intermittente. Generalmente si presentano in estate e cominciano con una macchia rossa sulla pelle che si espande rapidamente, nella maggior parte dei casi sul dorso, poi nei casi più gravi e quando c'é scarsa informazione e una diagnosi troppo tardiva, possono svilupparsi disturbi più gravi anche di carattere neurologico come meningiti, mialgie, miocardite, linfocitoma cutaneo. Inoltre, tale patologia si manifesta con disturbi muscolo-scheletrici, problemi alla cute e all’apparato cardiovascolare, disturbi del sonno e del sistema nervoso centrale e periferico. Come già specificato, la borreliosi una volta tempestivamente diagnosticata, viene curata con una terapia antibiotica specifica, al fine di non consentire una cronicizzazione della malattia e gli effetti negativi indicati. È ovvio, rileva Giovanni D’Agata, presidente e fondatore dello “Sportello dei Diritti” che il modo più efficace per limitare l’infezione e le possibili conseguenze è quello di educare chi frequenta le aree endemiche per limitare il più possibile la puntura delle zecche: quando si frequentano aree boschive e prati bisogna usare vestiti chiari, che consentono una migliore individuazione di tali parassiti, e piuttosto spessi con calzature serrate alle caviglie e maniche lunghe chiuse ai polsi. Dovrebbe essere prassi di chiunque, dopo la scampagnata, effettuare un’attenta osservazione sui vestiti e sulle aree cutanee esposte, così da consentire la rimozione precoce di eventuali insetti, utilizzando una pinzetta, la quale non deve schiacciare la zecca, ma afferrarla nel punto in cui inserisce l’apparato boccale nella cute; la ferita dev'essere ovviamente disinfettata immediatamente. Il rischio di trasmissione di agenti infettivi, infatti, è tanto minore quanto più breve è la permanenza del parassita nella cute. In ultimo, anche sulle spiagge sono stati segnalati casi di punture di zecche e conseguenti contagi, sia per la diffusissima prassi di portare i cani in spiaggia che per la presenza di randagi che in alcune località balneari si spostano indisturbati. È ovvio che un tuffo in mare può limitare i rischi di punture, ma un controllo della propria pelle dopo una giornata a mare non fa mai male.

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