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Cronache

Dopo le polemiche sull'alluvione di Genova arrivano quelle su Parma. Una tragedia annunciata. Questa volta oltre il modo di dire c'è un documento che lo prova. E che prova come si è arrivati a un danno da oltre 100 milioni di euro. Una città sommersa dal fango che non può fare a meno di chiedersi se tutto ciò poteva essere evitato. Se gli alluvionati non potevano essere informati in tempo. E un fax che accresce i dubbi sulla gestione dell’emergenza.

E' quanto scrive il Corriere della Sera sulla comunicazione della Prefettura che viene protocollata dal Comune solo il lunedì dopo, come dimostrano i timbri. Nessun segnale alla popolazione, fino alle 17.45 di lunedì, quando il sindaco Pizzarotti su Twitter scrive: "#Parma#alluvione. Non andate in via po e via baganza, il fiume ha straripato". Ma a quel punto è troppo tardi: il fango ha già iniziato a travolgere alberi, auto e case. Dal primo fax al post sono dunque passati più di due giorni: ore preziose, che avrebbero permesso ai residenti delle zone a rischio di prendere delle precauzioni. "Di fax del genere qui in Comune ne arrivano in continuazione, cosa dovrei fare evacuare la città ogni volta? Piuttosto sarebbero necessari mezzi di controllo come telecamere e sensori basati su dati e rilevazioni reali e non sulle previsioni meteo", è la difesa del sindaco Pizzarotti che intanto prepara le valigie per Roma per andare mercoledì in Senato in commissione Ambiente per chiedere i soldi dei risarcimenti.

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