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Alunni stranieri, come cambia la composizione delle classi con il tetto del 30%

Il governo prepara il tetto del 30%. Più che il passaporto dovrebbe contare la conoscenza dell’italiano. Ecco cosa può cambiare

Alunni stranieri, come cambia la composizione delle classi con il tetto del 30%

Il nuovo tetto del 30% agli alunni stranieri nelle classi non dovrebbe tradursi in un semplice conteggio di tutti gli studenti senza passaporto italiano. Secondo le anticipazioni sul decreto atteso in Consiglio dei ministri, la conoscenza della lingua italiana dovrebbe avere un ruolo determinante, riducendo sensibilmente il numero delle classi interessate.

Il testo definitivo non è ancora approvato. Restano quindi da stabilire esattamente quali studenti entreranno nel calcolo, le deroghe e da quale anno scolastico le nuove disposizioni saranno applicate.

Tetto alunni stranieri: come potrebbero essere redistribuiti gli studenti

Il ministro Giuseppe Valditara ha spiegato che gli Uffici scolastici regionali dovrebbero coordinare gli istituti per distribuire gli studenti tra sezioni della stessa scuola oppure istituti vicini, evitando trasferimenti a grande distanza.

La norma trasformerebbe in legge un principio già presente nella circolare ministeriale n. 2 del 2010, che fissava “di norma” al 30% la presenza di studenti con cittadinanza non italiana nelle singole classi.

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Il nuovo intervento dovrebbe però differenziare maggiormente le situazioni. Le anticipazioni pubblicate il 22 settembre indicano che il semplice possesso di una cittadinanza straniera potrebbe non bastare per rientrare nel conteggio.

Questo significa che una classe con otto ragazzi senza cittadinanza italiana, tutti nati in Italia e pienamente italofoni, potrebbe essere trattata diversamente da una classe con un’elevata presenza di studenti appena arrivati nel sistema scolastico e con competenze linguistiche ancora limitate. L’esempio illustra il criterio prospettato, mentre le soglie operative devono ancora essere definite nel testo.

Tetto alunni stranieri: perché la lingua potrebbe ridurre molto le classi coinvolte

Gli ultimi dati completi mostrano che circa due terzi degli studenti con cittadinanza non italiana sono nati in Italia. Nel 2022-2023 erano 598.745 su 914.860.

Contando tutti gli studenti non italiani, il 7,6% delle classi superava la soglia del 30%. Considerando soltanto gli studenti nati all’estero, la quota scendeva allo 0,6%.

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Anche la normativa già approvata nel 2024 per i docenti di italiano L2 utilizza un criterio linguistico. Prevede infatti interventi per le classi dove almeno il 20% degli studenti di primo ingresso non possiede competenze in italiano almeno di livello A2.

Il decreto annunciato dovrebbe arrivare in Consiglio dei ministri giovedì. Fino ad allora non è possibile stabilire quali singole classi dovranno essere riorganizzate né se la nuova composizione scatterà già durante l’anno scolastico in corso.

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