Il tetto del 30% di studenti stranieri in classe non nasce con la proposta annunciata dal governo. Una circolare ministeriale del 2010 indica già, “di norma”, un limite alla presenza di alunni con cittadinanza non italiana nelle singole classi, con particolare attenzione agli studenti con una conoscenza ridotta dell’italiano. Il governo vuole ora trasformare quel criterio amministrativo in una norma di legge.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato il 20 settembre che il provvedimento è in arrivo in Consiglio dei ministri. Il testo definitivo non è ancora pubblico, quindi modalità, deroghe e tempi di applicazione dovranno essere verificati quando sarà approvato.
Tetto studenti stranieri: cosa significa davvero il limite del 30%
La circolare n. 2 dell’8 gennaio 2010 fissava un riferimento del 30% per la formazione delle classi con alunni di cittadinanza non italiana. La documentazione successiva del Ministero precisa che la programmazione deve avvenire a livello territoriale, coinvolgendo scuole, enti locali, Prefetture e Uffici scolastici regionali, e richiama in particolare la presenza di studenti con una ridotta conoscenza della lingua italiana.
La percentuale, quindi, non comporta che il trentunesimo studente straniero debba automaticamente essere respinto da una scuola. La formulazione “di norma” lascia spazio all’organizzazione della rete scolastica e alle condizioni concrete del territorio.
Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha sostenuto che la circolare non sia stata applicata in modo efficace e che serva una legge per dare agli Uffici scolastici regionali maggiori strumenti di coordinamento. L’obiettivo indicato dal ministro è distribuire gli alunni tra sezioni e istituti vicini, evitando trasferimenti irragionevoli.
Tetto studenti stranieri: cosa cambierebbe con la nuova legge
L’annuncio del governo arriva all’inizio dell’anno scolastico 2026-2027. Valditara aveva anticipato che il tetto sarebbe stato trasformato in legge, mentre Meloni ha confermato che il provvedimento dovrebbe arrivare in Consiglio dei ministri.
La nuova disciplina dovrebbe rendere più vincolante la distribuzione degli studenti tra le classi e rafforzare il ruolo degli Uffici scolastici regionali. Non è ancora possibile stabilire, in assenza del testo, quali saranno le eccezioni, come verrà calcolata la percentuale e cosa accadrà nei territori dove non esistono scuole alternative facilmente raggiungibili.
Alcuni partiti di opposizione hanno ricordato che una soglia del 30% è già contenuta nella circolare del 2010. Il governo sostiene invece che il passaggio alla legge serva proprio perché quel criterio, a suo giudizio, è rimasto in larga misura inattuato.
Resta quindi una distinzione da tenere presente: il limite amministrativo esiste già, mentre le nuove regole annunciate dal governo devono ancora essere approvate e definite nel dettaglio.


