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Cronache

"Faccio di tutto per stargli vicino: ci sentiamo sempre, gli faccio coraggio, dico a tutto il mondo che e' innocente". Cosi' Amanda Konx parla di Raffaele Sollecito, in un'intervista a 'Oggi'. "Lui soffre piu' di me, perche' tutto questo - la condanna ingiusta, l'accanimento dei pm e dei media - glielo sta facendo il suo Paese, la sua gente". Io, prosegue, "sono semplicemente la sua amica: un'amica orgogliosa: ho saputo solo leggendo il suo libro, che gli era stato offerto di distruggere il mio alibi in cambio della liberta', e che lui ha rifiutato. E' una persona straordinaria". "Gli voglio un bene enorme. E' rimasto questo, l'affetto, ed e' importante - conclude -. Lui ha detto che a letto ero imbranata? Raffaele sa di cosa parla. Certo, avrei preferito che proteggesse di piu' la mia privacy".

 

HO PAURA NON TORNO IN ITALIA PER PROCESSO - Amanda Knox sostiene di "aver paura" e conferma che non tornera' in Italia per il nuovo processo d'Appello sul delitto di Meredith Kercher. "Sto cercando di ricostruirmi una vita, ne ho una sola, non posso permettermi di esporla al pericolo di un'altra ingiustizia. Mi hanno gia' rubato quattro anni, non ho piu' niente in Italia", afferma, in un'intervista a 'Oggi'. "Tutto quello che potevo dire l'ho detto in un centinaio di udienze, tutto quello che possedevo - l'allegria, l'ingenuita', la fiducia negli altri - mi e' stato portato via. Ero una ragazzina quando mi hanno sbattuto in carcere. Ora mi sento come se avessi 40 anni in piu' di quelli che ho"."Io non ho ucciso Meredith, non ho ucciso la mia amica e ho anche pensato di andarci, a Firenze, perche' mi fa impazzire l'idea che qualcuno possa gonfiare il petto, puntare il dito contro la mia sedia vuota e dire che mi sono macchiata di un crimine che non ho commesso", prosegue la giovane statunitense. "Io posso capire che si possa costruire un'accusa, e una condanna, anche se manca la prova fumante, se manca il movente. Ma contro di me hanno esagerato". Nella lunga intervista, Amanda parla dei problemi che ha dovuto affrontare e che non e' riuscita a superare neanche con l'aiuto di uno psicologo. E critica fortemente la magistratura italiana. "Io capisco gli inquirenti. Erano sotto pressione, dovevano trovare subito i colpevoli. Per me si sono fatti un'idea frettolosa e sbagliata del mio comportamento, della mia presunta freddezza, e hanno deciso che avevo qualcosa a che fare con l'omicidio: non sapevano cosa, esattamente, ma in qualche modo io c'entravo, ero colpevole e meritavo il carcere". "Io sono molto arrabbiata con il pm Giuliano Mignini e con gli investigatori, ma li perdonerei in un istante se ammettessero di aver sbagliato". "Dire che sono innocente, significherebbe ammettere non solo che e' stato fatto un errore, ma che e' stato fatto un errore sopra un errore, sopra un altro ancora, e tutto per coprire un mucchio di altri errori", sostiene.

 

VOGLIO VISITARE LA TOMBA DI MEREDITH CON LA SUA FAMIGLIA - Amanda Knox vorrebbevisitare la tomba di Meredith Kercher insieme alla famiglia della giovane britannica per il cui omicidio e' imputata nel nuovo processo d'appello a Firenze. "Contattare i Kercher? Non ci sono ancora riuscita. C'e' questo abisso di dolore che ci separa, che e' cresciuto durante processo: non ho avuto il coraggio di attraversarlo. Milioni di volte, ho pensato di avvicinarli, e in milioni di modi diversi: non l'ho fatto perche' ho paura che loro la considerino una strategia legale o mediatica. Non voglio che pensino questo di me. Leggo le loro dichiarazioni sul processo, su Meredith. Ho letto il libro di John Kercher. Sono stata assorbita e annientata dalle udienze, dalla prigione", ha affermato la giovane statunitense, in un'intervista a 'Oggi'."Non ho ancora avuto la forza di piangere, di metabolizzare la perdita di Meredith. Ma voglio essere in grado di incontrarli, un giorno, voglio andare con loro sulla tomba della mia amica. Senza impormi sul loro dolore: spero di incontrarli a meta' strada", continua Amanda. "Anche se ora e' presto: continuano a pensare che io sia colpevole, ed e' una cosa che mi fa un male enorme".

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