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Ameba mangia-cervello, sintomi e contagio: quanto si rischia

La Naegleria fowleri può provocare una rara infezione cerebrale. Il contagio avviene quando acqua contaminata entra dal naso

Ameba mangia-cervello, sintomi e contagio: quanto si rischia
Immagine creata con l’IA

La Naegleria fowleri è un’ameba che vive soprattutto nelle acque dolci calde e può provocare una rara infezione del cervello chiamata meningoencefalite amebica primaria. Non si trasmette bevendo acqua contaminata né da persona a persona.

Ameba mangia-cervello: come avviene il contagio della Naegleria fowleri

Il soprannome di “ameba mangia-cervello” descrive in modo efficace, anche se poco scientifico, gli effetti della Naegleria fowleri. L’organismo vive naturalmente nel terreno e nelle acque dolci, soprattutto quando la temperatura è elevata.

Secondo i Centers for Disease Control and Prevention, può essere presente in laghi, fiumi, stagni, sorgenti termali e, più raramente, in piscine o strutture acquatiche non correttamente disinfettate.

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Per sviluppare l’infezione non basta però entrare in contatto con l’acqua. La Naegleria deve raggiungere l’organismo attraverso il naso. Da lì può risalire lungo le strutture olfattive fino al cervello e provocare la meningoencefalite amebica primaria, conosciuta con la sigla PAM.

Il CDC precisa che ingerire acqua contenente Naegleria fowleri non provoca la malattia. Non risultano neppure casi di trasmissione tra persone. Il rischio riguarda soprattutto immersioni, tuffi e altre attività nelle quali l’acqua dolce calda può entrare con forza nelle cavità nasali. Sono stati documentati anche episodi legati all’utilizzo di acqua contaminata per i lavaggi nasali.

Ameba mangia-cervello: quali sono i sintomi e quando compaiono

I primi disturbi possono comparire generalmente circa cinque giorni dopo l’esposizione, ma l’intervallo indicato dal CDC va da uno a dodici giorni.

Nella fase iniziale possono comparire:

  • forte mal di testa;
  • febbre;
  • nausea;
  • vomito.

La malattia può successivamente provocare rigidità del collo, confusione, convulsioni, alterazione dello stato di coscienza, allucinazioni e coma. I primi sintomi possono essere difficili da distinguere da quelli di una meningite batterica.

L’evoluzione, nei casi in cui si sviluppa la PAM, può essere molto rapida.

Ameba mangia-cervello: quanto è alto il rischio reale

La pericolosità della malattia non deve essere confusa con la probabilità di contrarla. L’infezione è estremamente rara.

I dati aggiornati del CDC riportano 173 casi negli Stati Uniti tra il 1937 e il 2025, nonostante ogni anno milioni di persone nuotino in laghi e fiumi. La maggior parte dei casi statunitensi è stata diagnosticata durante luglio e agosto.

Quando l’infezione si manifesta, però, la mortalità è molto elevata. Un recente studio pubblicato sulla rivista Emerging Infectious Diseases del CDC indica per le meningoencefaliti causate da amebe libere tassi di letalità superiori al 90% a livello globale.

Febbre improvvisa, forte mal di testa, vomito o rigidità nucale dopo una recente immersione in acqua dolce molto calda richiedono una valutazione medica tempestiva. Il solo fatto di avere nuotato in mare, piscina correttamente trattata o acqua dolce non significa invece avere contratto l’infezione.

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