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Antonino Zichichi, scompare un grande uomo di Scienza e di Fede
Con lui se ne va un grande divulgatore scientifico che aveva una grande capacità di affascinare l’auditorio e di bucare lo schermo televisivo e di spiegare in modo facile la Scienza

Antonio Zichichi
Antonino Zichichi, scompare un grande uomo di Scienza e di Fede
Antonino Zichichi è stato un raro esempio di uomo di Fede e Scienza che ha grandemente illustrato l’Italia in campo scientifico a livello internazionale. Siciliano, fisico delle particelle elementari, è noto per la scoperta dell’antideutone, che è un composto di antimateria formato da un antiprotone ed un antineutrone.
Ordinario di Fisica superiore all’Università di Bologna è stato Presidente dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) e della Società Europea di Fisica. Si è poi dedicato alla realizzazione dei Laboratori nazionali del Gran Sasso di cui fu grande fautore.
Ha in seguito fondato il “World Lab” per aiutare lo sviluppo della Scienza nel Terzo Mondo. Nel periodo della guerra fredda ha fondato il Centro di cultura scientifica Ettore Majorana ad Erice, in Sicilia, che ha dato un contributo fondamentale al dialogo tra gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica per prevenire una guerra nucleare che portò, nel 1982, a redigere il “Manifesto di Erice”, insieme al premio Nobel Paul Dirac, il creatore della meccanica quantistica relativistica.
È stato anche un formidabile divulgatore scientifico noto al grande pubblico per la sua capacità di illustrare complessi argomenti scientifici in maniera chiara e comprensibile da tutti, utilizzando un linguaggio popolare. Se ne ricordano le frequenti apparizioni televisive ed una bellissima serie di articoli pluriennali sul quotidiano il Tempo.
Da ricordare anche il suo grande impegno per la riabilitazione del fondatore della Fisica moderna Galileo Galilei, grazie anche alla sua grande amicizia con Papa Giovanni Paolo II. In Fisica fu spesso su posizioni anticonformiste, ad esempio sul cambiamento climatico, che non reputava essere frutto o conseguenza del comportamento umano.
A tal proposito citava l’incompletezza della teoria dal punto di vista matematico che conteneva “parametri liberi” con cui si poteva dimostrare qualsiasi cosa. Analogamente lottò con tenacia contro tutte le superstizioni, come ad esempio l’astrologia, che riteneva non avesse basi scientifiche e che quindi fosse catalogabile come una pseudoscienza.
Da sempre fautore del nucleare ha partecipato meno di un anno fa ad un convegno sul nucleare organizzato dalla Lega a Milano con la partecipazione del segretario federale Matteo Salvini, a cui era legato da un reciproco rapporto di stima ed affetto.
Personalmente l’ho conosciuto una ventina di anni fa e mi trovai subito in grande sintonia con lui tanto che mi invitò ai suoi convegni di Erice, insieme al premio Nobel per la Fisica (1957) Tsung-Dao Lee scopritore della violazione della parità nelle interazioni deboli. Negli ultimi anni ho conosciuto anche il figlio Lorenzo, laureato in Lettere e Filosofia, che si occupa di arte ma che ha supportato validamente il padre nell’organizzare convegni ed eventi. Con lui se ne va un grande divulgatore scientifico che aveva una grande capacità di affascinare l’auditorio e di bucare lo schermo televisivo e di spiegare in modo facile la Scienza.
