A- A+
Cronache
Anteprima Affaritaliani.it/ Appello per la legalità e la salute contro la movida selvaggia

Salvaguardia del patrimonio artistico e rispetto della legalità contro la "movida selvaggia". Questo l'appello che il Coordinamento nazionale anti movida consegnerà al presidente della Repubblica e che Affaritaliani.it pubblica in anteprima. Nel documento si chiede che il Quirinale intervenga per fermare la devastazione delle città d’arte

Leggi il testo integrale dell'appello

Al Sig. Presidente della Repubblica Italiana,
Giorgio Napolitano Palazzo del Quirinale, 00187 Roma - Piazza del Quirinale.



Appello per la legalità, la salute, la qualità della vita e il patrimonio di civiltà delle città d’Italia, in emergenza grave per i diffusi fenomeni di “movida selvaggia”. Depenalizzare il reato di cui all’art. 659 c.p. favorisce chi attenta alla vita delle persone con una terribile arma incorporea: il rumore. Aiutateci a ricomporre città civili.

Signor Presidente, ci rivolgiamo a Lei, che della Costituzione della Repubblica Italiana e dei suoi principi fondatori è garante, in difesa dei nostri diritti di cittadinanza e in adempimento dei nostri doveri di civile solidarietà politica, economica e sociale. Rappresentiamo sentimenti e finalità di numerose associazioni e comitati di cittadini operanti in molte Città d’Italia, unite da Nord a Sud compresa la Capitale, già organizzati in “Coordinamento nazionale anti-movida selvaggia”, che a breve si costituirà in Associazione, per essere interlocutore rappresentativo e stabile nei confronti di istituzioni comunitarie, nazionali e locali, con costruttivo intento di collaborare al progresso e al benessere della nostra vita individuale e sociale.

Il nostro movimento di cittadinanza, autonomo e spontaneo in molte città, per analoghi emergenze, valori e intenti, ha riconosciuto che le situazioni di disagio drammatico in cui siamo costretti a vivere, sta moltiplicandosi rapidamente con gli stessi distruttivi connotati, matrici e effetti, in un crescendo di violenza che le cronache di tutta Italia stanno documentando. Piazze e vie d’Italia, specie in zone di pregio storico-identitario, sono massicciamente conquistate da parte di non sempre virtuosi interessi di notturni commerci e da masse vandaliche, rumorosamente vocianti al di là dei limiti consentiti e compatibili con la salute. Norme e regolamenti sistematicamente poco valutati negli effetti o raramente applicati col necessario rigore e tempestività, autorizzazioni in deroga per massicce occupazioni di suolo pubblico indiscriminatamente concesse a favore di una unica tipologia di esercizi, favoriscono la devastazione degli equilibri urbani.

Siamo quotidianamente aggrediti nel nostro pur inviolabile domicilio, da un invadente assassino seriale, incarnato in mille volti anonimi chiamati e attratti da attività note: il rumore serale e notturno anche di fonte antropica. Oggi drammaticamente sottovalutato, nonostante la copiosa letteratura scientifica internazionale. Esercizi refrattari alle regole, itineranti spacciatori abusivi di alcol e stupefacenti, fuori controllo, sono sirene di interessi economici non trasparenti, che rapinano la vita a migliaia di giovani e sempre più spesso a minori; che minano la salute e il riposo di chi, come noi abita, ormai in costrizione quotidiana, in piazze e strade, di fatto occupate da eserciti notturni di incivili “movide”, che nulla hanno a che fare con il normale sano divertimento, al quale anche noi aspiriamo. Solo imprese rispettose di regole e come i cittadini, consapevoli di responsabilità sociale, sono essenziali alla rinascita d’Italia, possibile per quanto difficile e impegnativa.

La devastazione e l’oltraggio al bene essenziale della nostra salute e dei beni comuni sono oggi favoriti da una malintesa “liberalizzazione”, ignara nell’applicazione, dei vincoli che pure lo stesso cosiddetto decreto Monti ha esplicitato, e oggi con inadeguati controlli e vigilanza. L’Unione europea ha una carta di diritti fondamentali che noi cittadini sentiamo oggi così gravemente violati. Ignorati o sottovalutati da molte autorità locali e di sicurezza che troppo spesso si manifestano sorde, inerti o inefficaci nell’esercitare doveri di interesse pubblico a tutela di diritti nostri essenziali e specialmente protetti dalla stessa nostra Carta costituzionale.

Corre già il tempo perché il Governo dia attuazione con decreti delegati alla legge delega 28 aprile 2014, n. 67 e, in particolare dell’art. 2, comma 2. Un’acritica depenalizzazione del reato di cui all’art. 659 c.p., nello scenario attuale, è un grave errore e un’ ennesimo ingiusto vantaggio a chi viola le regole e minaccia vita e benessere nelle città, ancorché siamo consapevoli delle finalità e necessità di alleggerire l’affollamento carcerario. Crediamo sia necessario un serio ripensamento in ogni sede legislativa e anche in sede di redazione dei decreti attuativi in itinere. Va mantenuta la fattispecie penale, con specificazione di fattispecie, con severe e adeguate misure sanzionatorie, corrispondendo alla necessità di tutelare la salute dei cittadini, preminente valore costituzionale; misure sanzionatorie, davvero esemplarmente rieducative e utili alla collettività. Norme disattente alla gravi realtà cittadine, afflitte da frastuono notturno di masse vocianti, che ignorano i dati di scienza, circa la grave nocività del rumore e della mancanza di riposo, possono ancora essere corrette. Non ignorate che i bilanci della sanità dipendono anche dalle misure che chiediamo.

Non confondete dunque la depenalizzazione per casi di qualche episodico suono troppo alto di un televisore domestico di vicinato, con il frastuono antropico delle incontrollate “movide” alcoliche.

Non assecondate la criminale ferocia dell’illegalità pervasiva.

Non privateci di uno dei pochi efficaci strumenti di difesa della vita che l’ordinamento specificamente assicurava.

Sentiamo che anche attraverso la Sua alta attenzione, per le prerogative e il morale peso che ha, possiamo ancora restare fiduciosi che la vita nostra torni a essere rispettata e le nostre città tornino a essere casa di civile e solidale comunità. La preghiamo, Signor Presidente, di vigilare con la Sua alta funzione, affinché non si consolidino norme e pratiche che di fatto facilitano interessi criminali e penalizzano cittadinanze che nella legalità intendono serenamente e gioiosamente vivere. Se Ella vorrà riceverci, saremmo lieti di rappresentare a Lei, come ad altre decisive sedi istituzionali, non solo disagio ma anche proposte costruttive, su questo come su altri temi rilevanti, per il raggiungimento del bene comune.

Con la più alta stima per la Sua persona e funzione, riuniti a Bologna il giorno 17 maggio 2014 presso la Sede del cittadino Quartiere San Vitale, che ci ha concesso ospitalità e attenta comprensione, unanimemente abbiamo perciò deciso di inoltrare a Lei questo appello.

Simonetta Chierici

Coordinamento Nazionale Anti Movida Selvaggia

Tags:
appellomovidanapolitano
in evidenza
Incendi in California, distrutti oltre 200 acri di foreste

Politica

Incendi in California, distrutti oltre 200 acri di foreste

i più visti
in vetrina
Pasta Garofalo, il pastificio presenta il suo primo Report di Sostenibilità

Pasta Garofalo, il pastificio presenta il suo primo Report di Sostenibilità





casa, immobiliare
motori
La rivoluzione elettrica di Mercedes Benz

La rivoluzione elettrica di Mercedes Benz


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.