Duplice femminicidio in Abruzzo. Madre e figlia sono state uccise a colpi di arma da fuoco intorno davanti a un supermercato di Venere di Pescina, in provincia de L’Aquila. Fermato dai carabinieri Veli Selmanaj, 46 anni, bracciante agricolo ed ex marito di Fatima. Interrogato dal pm l’uomo ha confessato: avrebbe ucciso le due dopo essere stato allontanato dalla moglie perché accusato di molestie sessuali e violenza nei confronti della figlia
IL DELITTO – La coppia aveva sette figli. Nel corso dell’ interrogatorio avvenuto alla presenza del sostituto procuratore della Repubblica di Avezzano, Maurizio Maria Cerrato, ha confessato l’efferato duplice omicidio. Il duplice omicidio è avvenuto davanti al supermercato Todis, tra Pescina e Ortucchio. Presenti alcuni testimoni tra dipendenti e clienti che i militari stanno ascoltando da poco dopo le 19, orario presunto della sparatoria. I carabinieri sarebbero già sulle tracce dell’assassino, un kosovaro, connazionale delle vittime. L’uomo, che sarebbe armato, è fuggito subito dopo a bordo di un’utilitaria. Posti di blocco sono stati istituiti in tutta la provincia. Da quanto si apprende le donne avrebbero 50 e 20 anni e sarebbero impiegate in un’azienda agricola.
La cinquantenne era separata dal marito. Poco dopo il delitto, il presunto autore del duplice omicidio in Abruzzo è stato intercettato e fermato dai carabinieri. Viaggiava a bordo di una Fiat Punto bianca. L’uomo, ex marito della cinquantenne, è stato bloccato dai carabinieri mentre rientrava in casa a Pescina, nella frazione di Venere. Nella sua auto è stata poi rinvenuta una pistola.
Subito dopo i militari lo hanno condotto presso la Compagnia dei carabinieri di Avezzano dove viene interrogato dal sostituto procuratore della Repubblica, Maurizio Maria Cerrato. Il presunto killer si chiama Veli Selmanaj, 46 anni, ancora sotto interrogatorio. L’arma recuperata nella sua auto sarebbe quella che ha sparato alla moglie Fatime di 45 anni e sua figlia Sene Ada, di 21. E’ stato intanto confermato che le due donne lavoravano in un’azienda agricola marsicana. L’uomo, che lavorerebbe al nord, era tornato nella Marsica per concludere le pratiche di separazione. Alla base del duplice omicidio potrebbe esserci una denuncia per violenza sessuale sporta dalle due vittime nei confronti dell’uomo.
