Layla bint Abdul Mutaleb Bassim, una donna birmana che viveva da anni in Arabia Saudita, è stata decapitata lunedì scorso in un parcheggio pubblico davanti alla folla a La Mecca. Come riporta il Corriere.it, la donna era accusata di aver prima stuprato e poi ucciso la figliastra di sette anni Kalthoum bint Abdul Rahman bin Ghulam Qadir.
La macabra esecuzione sarebbe stata filmata dalle autorità religiose e poi postata in rete. Il video è stato rimosso dal web dopo poche ore. Nel filmato la donna, trascinata nel parcheggio pubblico e immobilizzata, è decapitata senza pietà con una spada.
