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Assalto contro La Stampa, oltre 30 identificati. Tajani: "Parole di Albanese? Inaccettabili, i giornalisti non si fanno intimidire"
La polemica dopo le affermazioni di Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori palestinesi occupati

A Torino la Digos ha identificato 36 persone coinvolte nell’irruzione del 28 novembre nella sede de La Stampa. Gli investigatori stanno valutando le loro posizioni in vista dell’invio di un’informativa alla Procura.
Tutti i principali esponenti politici, dal Presidente della Repubblica ai leader di maggioranza e opposizione, hanno condannato l’accaduto.
La vicenda ha suscitato anche dibattito dopo le parole di Francesca Albanese, relatrice speciale Onu per i Territori palestinesi occupati. Pur condannando l’irruzione, Albanese ha invitato i media a riportare i fatti con maggiore attenzione e contesto.
Albanese: "Criticata perché hanno paura, condanno la violenza ma dalla stampa pessimo lavoro"
"Perché mi hanno criticata per le parole dopo l'aggressione alla redazione della Stampa? Bisogna chiederlo a loro. Secondo me mi criticano perché io in questo momento faccio paura, perché rappresento un cambiamento e un risveglio delle coscienze. Non lo faccio volontariamente. L'Italia si è svegliata dinanzi a quello che, poco fa in piazza, davanti a 100mila persone, chiamavo l''effetto Palestina', che ci ha fatto capire che l'economia di guerra che sta ammazzando i palestinesi è la stessa che sta erodendo i diritti fondamentali in questo Paese, ed è questo che non mi si perdona". Lo dice Francesca Albanese ad Accordi e disaccordi, sul Nove.
"Chiaramente - ribadisce - condanno la violenza nei confronti della redazione della Stampa, la mia colpa è quella di aver condannato anche la stampa italiana, occidentale per il pessimo lavoro, il lavoro indegno che ha fatto in larga misura sulla questione palestinese. La violenza non è mai una risposta né un'azione legittima neanche in una situazione violenta com'è l'Italia in questo momento. Neanche in un sistema violenza bisogna utilizzare la violenza perché succede, che a parte il danno morale, materiale, che si fa a dei giornalisti e che è indegno, si distrugge anche la causa e le ragioni di tutti quelli che in questi giorni stanno scendendo in piazza. Prova ne è il fatto che, oggi, l'unica notizia di cui si parla, e per cui si parla di me è l'attacco violento e insegno contro La Stampa".
Leggendo una nota di Gasparri, poi Albanese conclude: "Vorrei che Gasparri si indignasse per il supporto che questo governo sta dando al governo Netanyahu che da due commette un genocidio. Gasparri, una volta tanto nella vita, dica una cosa che abbia senso".
Tajani: "Parole Albanese inaccettabili, stampa non si fa intimidire"
"Si possono avere idee diverse, ma dire che questa aggressione è un avvertimento alla stampa è gravissimo. È inaccettabile. Noi giornalisti non ci facciamo intimidire da nessuno, né dai propagandisti né dai cattivi maestri", dice il ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani, commentando le parole di Francesca Albanese dopo il blitz dei pro-pal nella redazione de La Stampa di Torino. "La signora Albanese dice cose inaccettabili. Quale avvertimento? La stampa non è libera di scrivere? La libertà di stampa è il fondamento della democrazia. Mettere il tappo alla bocca dei giornalisti è inaccettabile", ha aggiunto.
