Dal caso Mediaset-Corona alle fake news: l'intervento del direttore Marco Scotti in diretta radio con Igor Righetti - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 11:20

Dal caso Mediaset-Corona alle fake news: l'intervento del direttore Marco Scotti in diretta radio con Igor Righetti

Il direttore di Affaritaliani Marco Scotti ospite in diretta radio: dal caso Mediaset-Corona al ruolo dei giornali, passando per intelligenza artificiale e fake news

di Salvatore Isola

Il direttore di Affaritaliani Marco Scotti in diretta radio con Igor Righetti. Ascolta l'intervento 

In diretta radio con Igor Righetti, il direttore di Affaritaliani Marco Scotti ha commentato la richiesta di Mediaset di una misura preventiva che vieti a Fabrizio Corona l’uso dei social network. “È sicuramente un equilibrio delicatissimo”, ha spiegato Scotti, “ma nel caso specifico mi sembra che la richiesta superi anche quelli che sono i diritti di tutela della persona”. Secondo il direttore di Affaritaliani, il rischio è quello di introdurre una forma di censura preventiva: “Che ti si possa sequestrare preventivamente l’accesso ai social, a meno che non vi siano comprovate e gravi ragioni penali, è preoccupante. Automaticamente siamo portati a pensare a un ritorno indietro, a un’epoca in cui la censura era accettata e applicata sistematicamente”.

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Il direttore Scotti ha poi affrontato il tema della fiducia dei lettori e del ruolo del giornalismo nell’ecosistema digitale. “Io credo che i giornali giochino ancora un ruolo fondamentale per la fiducia dei lettori, perché si possono informare in maniera corretta”, ha detto, precisando però che “i giornali da soli non bastano più: serve un intero ecosistema mediatico in cui anche le piattaforme digitali contribuiscano a fornire un’informazione vera, fatta bene e corretta”. Da qui la scelta di rafforzare la presenza social di Affaritaliani: “Non perché i lettori debbano seguirci per forza su Instagram o Facebook, ma per avere maggiori possibilità di contatto con loro”.

Ampio spazio anche al tema dell’intelligenza artificiale applicata al giornalismo. “Servono norme ben precise”, ha sottolineato Scotti. “L’intelligenza artificiale viene vista spesso come un nemico della professione, ma in realtà può essere un valido supporto. È giusto però che il lettore venga informato quando si utilizzano strumenti di questo tipo”. Rispondendo a una domanda sulla velocità dell’informazione nell’era dei social, il direttore ha ribadito un principio chiave: “La velocità non deve mai essere nemica della correttezza e della veridicità. Dare una notizia velocemente, dimenticando forma e accuratezza, è più un danno che un vantaggio”. Infine, un passaggio sulle fake news e sull’ipotesi di una commissione parlamentare d’inchiesta: “Deve sicuramente essere uno strumento utile. Le fake news sono un danno incredibile per l’ecosistema informativo e per le persone che non hanno gli strumenti per difendersi. Serve una barriera forte contro la diffusione di notizie false”.