
Il cancro al pancreas è uno dei più letali. Ogni anno a più di 60mila individui in Europa (circa lo 0,008% della popolazione) e circa 32mila negli Usa, viene diagnosticata questa patologia. E’ uno dei tumori meno curabili perchè il più delle volte viene scoperto quando è già in fase di metastasi e quindi quando è ormai inoperabile. Ecco perchè l’idea di usare “batteri radioattivi” che possano attaccare efficacemente il cancro al pancreas rappresenta una novità di primaria importanza per la “lotta oncologica” e per la sopravvivenza dei pazienti.
L’idea du utilizzare batteri radiottivi è del gruppo di Claudia Gravekamp dell’Albert Einstein College of Medicine ed è stata resa nota sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences. Gli esperti hanno dimostrato che i batteri radioattivi uccidono in poco più di una settimana di terapia il 90% delle metastasi, senza danneggiare i tessuti sani circostanti.
Gli esperti avevano già dimostrato in provetta che batteri attenuati (e quindi innocui per i tessuti sani, ma infettivi per i tessuti tumorali non protetti immunologicamente) caricati con radioisotopi erano in grado di attaccare e uccidere cellule tumorali. Hanno così testato i ‘batteri radioattivi’ su topolini malati di cancro al pancreas con metastasi. Listeria ha attaccato le metastasi eliminandone il 90% in poco tempo mentre i topolini non trattati (gruppo di controllo) cominciavano già a morire. L’idea è quindi percorribile per salvare molte vite oggi condannate dal tumore al pancreas. Il tumore al pancreas è uno dei più letali tumori con una possibilità di sopravvivenza a cinque anni di solo il 4%.
