Emergono nuovi drammatici dettagli sulla vicenda del trapianto di cuore fallito per il piccolo Domenico, il bimbo di Napoli affetto da una grave cardiopatia morto pochi giorni fa. A svelare cosa successe realmente è il padre del piccolo, che decide di rompere il silenzio. “Questa storia – racconta Antonio Caliendo a Il Corriere della Sera – è cominciata malissimo e finita peggio. Io sto male, non riesco più neanche ad andare a lavorare, faccio il muratore. Sto male dal giorno del primo ricovero di Domenico al Monaldi. Proprio quella mattina
venne a mancare mio padre Antonio. E poche ore più tardi scoprimmo la malattia grave di mio figlio. In 24 ore mi cadde il mondo addosso. Il padre del piccolo Domenico si sfoga: “Ho visto delle foto incredibili: ma erano fuori di testa quelli che partirono da
Napoli per andare a Bolzano a prendere il cuore con quel frigo da pic-nic. Io lo sentivo che finiva male”.
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“Quando tornammo al Monaldi perché era stato trovato questo cuore nuovo per lui, – prosegue il padre del piccolo – ci ritrovammo per un attimo da soli, io, Domenico e il mio amico Lello che ci aveva accompagnati. Stavamo vicino alla macchinetta che distribuisce le bibite,
il caffé, la cioccolata e all’improvviso ho detto: Lello, sento qualcosa di strano dentro di me, andiamo via, me lo riporto a casa mio figlio! Il mio amico subito obiettò: ma che scherzi, Antò? Per lui da domani comincia una vita nuova. E io invece continuavo a pensare solo ai
giochi che facevamo io e Domenico insieme sul lettone di casa. Non pensavo a nient’altro. Io ho capito che le cose erano andate male perché dopo Capodanno i medici sparirono tutti, nessuno ci venne a dire più niente, era finita, ma noi ancora non lo sapevamo”. Poi la promessa al figlio prima che morisse: “Avrai giustizia”.

