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Cronache
Boehringer Ingelheim: 10 nuovi farmaci entro 2016

Lancio di tre nuovi prodotti e otto richieste di autorizzazione nel 2013. Boehringer Ingelheim intende lanciare oltre 10 nuovi farmaci entro il 2016. Le nuove composizioni riguarderanno otto patologie: diabete, broncopneumopatia cronica ostruttiva, asma, tumore del polmone, fibrosi polmonare idiopatica, una forma rara di leucemia e il trattamento e la prevenzione della trombosi venosa profonda e dell'embolia polmonare. Questa una delle novità più importanti presentate durante l'annuale conferenza stampa di presentazione del bilancio.

"Il 2013 per Boehringer Ingelheim è stato segnato da molti successi e alcune sfide”, ha dichiarato Andreas Barner, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Boehringer Ingelheim: "Abbiamo lavorato soprattutto per promuovere lo sviluppo a lungo termine dell'azienda”. Con Afatinib, un prodotto per la terapia mirata di una determinata forma di tumore polmonare, l'anno scorso Boehringer Ingelheim è entrata con successo nel mercato dell'oncologia. BI, infatti, è particolarmente attiva attiva nella ricerca. Nonostante numerose sfide, l'azienda è riuscita a far crescere l’utile operativo e la redditività netta delle vendite. L'azienda ha generato un fatturato di circa 14,1 miliardi di euro, pari a un + 1,4% al netto degli effetti di cambio, rispetto all’esercizio precedente, da cui deriva un aumento di 2,4 punti percentuali della redditività netta delle vendite, che raggiunge il 15%. Per l'esercizio in corso l'azienda si attende un fatturato analogo a quello del 2013.

Andreas BarnerImage: Boehringer Ingelheim GmbH
 

L'anno scorso Boehringer Ingelheim "e' entrata con successo nell'oncologia" e ha registrato un fatturato di circa 500 milioni di euro nel diabete, un settore dove è presente solo dal 2011, ha precisato Barner, che ha anche rilevato che BI punta a generare entro il 2018 più della metà del fatturato dei farmaci su prescrizione con prodotti sul mercato dal 2008. "In questo modo - ha affermato - poniamo le basi per una crescita sostenibile e di lungo termine attraverso l'innovazione.

L'azienda farmaceutica tedesca è tra le prime venti al mondo e intende crescere "in modo organico, sostenibile, nel lungo termine e restando da sola". Sono inoltre escluse "grandi acquisizioni". Cosi' il presidente Andreas Barner, che parlando ai giornalisti a margine dell'assemblea di bilancio ha previsto per quest'anno un utile "più o meno stabile" rispetto al 2013 (1,32 miliardi) e un fatturato "analogo" all'anno scorso (14,1 miliardi). Soffermandosi sui dati 2013 il direttore finanziario, Hubertus von Baumbach, ha definito il 2013 "un anno favorevole" per BI malgrado oneri straordinari per oltre 500 milioni e un sensibile impatto valutario a causa dell'indebolimento del dollaro e dello yen (gli Usa e il Giappone, assieme alla Germania, coprono quasi il 60% dei ricavi netti del gruppo)

“Nell'anno in corso non si semplificheranno le condizioni del mercato per i farmaci innovativi” ha sottolineato inoltre Barner: “In questo contesto e considerando l'effetto della scadenza di alcuni brevetti, ci attendiamo per il 2014 un fatturato attestato sui valori dell'anno precedente”. Sono lontani i tempi in cui BI era molto piu' piccola di Bayer e Schering.


 

bidachem
 

Oggi nel farmaceutico BI è quasi grande come Bayer dopo l'acquisizione di Schering". La sfida per BI è "gestire i lanci di numerosi prodotti sul mercato", ha aggiunto Barner, che ha comunque escluso la creazione di partnership in questo ambito escludendo quanto gia' esistente. La parte del leone sul fatturato consolidato di BI è coperta dai farmaci da prescrizione (77%, pari a 10,9 miliardi) con tre prodotti blockbuster (Spiriva, Micardis e Pradaxa) che registrano ricavi totali per oltre 6 miliardi, seguono i farmaci da banco e gli integratori che coprono l'11% (1,47 miliardi) e i prodotti per la salute degli animali con l'8% (1,07 miliardi). A livello geografico le Americhe hanno generato la maggior parte dei ricavi del gruppo nel 2013 (46%), seguite da Europa (30%) e Asia, Australia e Africa (24%).

ingelheimImage: Boehringer Ingelheim GmbH
 

Significativa anche l’attività di BI Research Italia, una società autonoma del Gruppo che si dedica alla ricerca di base. Nata nel 2010, ha sintetizzato nel 2013 oltre 9.500 molecole, 4 delle quali hanno raggiunto lo sviluppo pre-clinico, a testimonianza dell’importante contributo del nostro Paese, che da sempre ha partecipato e partecipa in modo significativo alla Ricerca & Sviluppo di nuovi farmaci a livello internazionale. Le aree terapeutiche interessate a questi prodotti in fase di studio riguardano le patologie del Sistema Nervoso Centrale e Respiratorio. “La nostra mission, tra l’altro, - aggiunge Porrini, presidente di Boehringer  Ingelheim Italia - è in linea con i tre “pilastri” di Horizon 2020 relativi all’eccellenza scientifica, alla leadership industriale e alle sfide sociali che riguardano la salute e il benessere delle persone. Ed è proprio grazie alla qualità e al valore dei nostri ricercatori che possiamo rispondere sempre meglio alla domanda crescente di nuove soluzioni terapeutiche”.

Buoni i risultati di Bidachem, sito produttivo di Fornovo San Giovanni, in provincia di Bergamo, che da oltre 30 anni produce principi attivi per il Gruppo Boehringer Ingelheim e che rappresenta sempre più un polo strategico a livello mondiale, il cui fatturato è passato dai 119 milioni di euro del 2012 ai 123 del 2013 (+3,3%). Per il 2014 è previsto un investimento di 10 milioni di euro (+10% rispetto a 2013) per un ulteriore ampliamento del “Sintesi II”, impianto dedicato alla produzione di dabigatran, che nel 2014 dovrebbe quasi raddoppiare rispetto all’anno scorso (passando da 99 a 190 tonnellate).

 

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