Si avvicina un passaggio chiave per il futuro dell’ex Ilva: lunedì prossimo Federacciai ha convocato il proprio consiglio generale per decidere come muoversi rispetto all’impianto siderurgico di Taranto. La riunione arriva dopo un incontro tenutosi mercoledì al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, davanti al ministro Adolfo Urso, in cui i vertici di Confindustria, Federacciai e Federmeccanica hanno mostrato disponibilità a valutare un possibile ingresso nell’azienda attraverso una cordata di acciaieri italiani. Si tratta però, al momento, di un impegno ancora tutto da costruire: resta da capire cosa l’industria italiana sia effettivamente interessata a rilevare.
Il nodo principale riguarda l’area a caldo dello stabilimento, che dovrà comunque fermarsi a ottobre per effetto di un provvedimento della Corte d’Appello di Milano. Gli industriali italiani dovranno decidere se allinearsi alla proposta del gruppo indiano Jindal, che si è detto disponibile a rilevare sia l’area a caldo sia quella a freddo in un’unica soluzione — dichiarandosi pronto a valutare un riavvio dell’area a caldo assumendosene il rischio – oppure se concentrarsi soltanto sulla parte a freddo, lasciando da parte la produzione più critica. Va anche considerato che il provvedimento dei giudici ha già ridefinito il perimetro della fabbrica: più che un nuovo bando di gara, potrebbe quindi essere sufficiente un suo aggiornamento.
Un cambio di passo dopo due bandi andati a vuoto
Negli ultimi due anni gli acciaieri italiani erano rimasti sostanzialmente alla finestra, nonostante i due bandi di gara pubblicati per l’ex Ilva nel luglio e nell’agosto 2025. Tra le poche candidature di rilievo si era segnalata quella di Marcegaglia, interessata all’impianto di Racconigi, in provincia di Cuneo, dedicato alla produzione di tubi. Ora si tratta di capire se il quadro possa effettivamente cambiare, con l’ingresso in campo di una cordata industriale italiana più strutturata.
Sul fronte pubblico, il Governo starebbe valutando quale ruolo lo Stato potrebbe assumere nella nuova operazione sull’acciaio, incluso un’eventuale partecipazione attraverso Invitalia – già socio di minoranza nell’operazione con ArcelorMittal – oltre alla possibilità di mettere a disposizione le risorse dei contratti di sviluppo. Una riunione di approfondimento si sarebbe tenuta giovedì, presieduta dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, anche alla luce degli incontri sull’ex Ilva svolti al Mimit tra martedì e giovedì con le varie parti coinvolte. Da quell’incontro, però, non sarebbe emersa alcuna decisione: secondo quanto trapela, il Governo vuole prima capire se la cordata di acciaieri italiani prenderà effettivamente forma, e con quali intenzioni.
Sul fronte sindacale, le sigle attendono ora una presa di posizione da parte di Palazzo Chigi.

