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Ex Ilva, il tavolo tecnico non convince i sindacati: “Subito un confronto a Palazzo Chigi o continuerà la mobilitazione”

Al Mimit primo incontro su continuità produttiva, occupazione, ambiente e decarbonizzazione. Fiom, Uilm e Usb chiedono risposte politiche immediate: “A rischio 20mila posti di lavoro”

Ex Ilva, il tavolo tecnico non convince i sindacati: “Subito un confronto a Palazzo Chigi o continuerà la mobilitazione”
Ex Ilva

Si è svolto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) il primo tavolo tecnico dedicato al futuro dell’ex Ilva, con al centro i temi della continuità produttiva, del risanamento ambientale, della decarbonizzazione e della tutela dell’occupazione.

Nel corso dell’incontro le organizzazioni sindacali hanno illustrato le proprie proposte, che saranno ora valutate dalle amministrazioni competenti. In una nota, il Mimit ha spiegato che i contenuti presentati saranno approfonditi nelle prossime settimane, mentre proseguono le valutazioni dei commissari sugli aspetti produttivi, occupazionali e ambientali della vertenza.

L’esito del confronto, però, non soddisfa i sindacati. Il segretario generale della Fiom, Michele De Palma, ha definito il tavolo “negativo”, sostenendo che “otto ore di sciopero non sono bastate al governo per capire che esiste un’emergenza Ilva”. Secondo De Palma, sono a rischio 20mila posti di lavoro, oltre alla salute e alla sicurezza dei lavoratori e dei cittadini. Per questo la Fiom ha chiesto l’immediata riconvocazione di un tavolo a Palazzo Chigi, ritenendo indispensabile un confronto politico ai massimi livelli e una maggiore partecipazione pubblica per garantire il futuro del gruppo.

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Sulla stessa linea la Uilm. Il segretario generale Davide Sperti ha ribadito le proposte del sindacato per assicurare continuità occupazionale e salariale e strumenti di risarcimento per i lavoratori, sottolineando però che le risposte attese non possono essere soltanto tecniche ma devono essere politiche. “Se dal tavolo a Palazzo Chigi non arriveranno risposte concrete – ha avvertito – continueremo con le mobilitazioni”.

Critica anche la posizione dell’Usb. Il componente dell’esecutivo nazionale Sasha Colautti ha chiesto che le prime garanzie siano rivolte ai lavoratori “a prescindere dall’area a caldo, con o senza acciaio”, denunciando inoltre l’assenza al tavolo dei principali decisori politici. “Non c’erano i ministri, né i rappresentanti delle Regioni e dei Comuni interessati”, ha osservato, ricordando che da oltre quattordici anni i lavoratori continuano a pagare il prezzo di scelte politiche sbagliate.