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Cronache

Colpa del sistema elettrico. E' questa l'ipotesi sull'ultimo di una serie di incidenti che ha coinvolto i Boeing 787 e che ha causato lo stop ai voli in molti paesi, compresi Stati Uniti e Giappone. I dubbi sono tutti sulla sicurezza delle batterie agli ioni di litio. E nel frattempo il titolo continua a scendere...

"I responsabili americani e giapponesi hanno tenuto venerdì mattina una riunione per discutere dei punti sui quali indagare", ha precisato il portavoce. Gli Stati Uniti hanno lanciato un'inchiesta approfondita sulla Dreamliner, aereo di ultima generazione.

LO STOP AI VOLI

Dopo il Giappone e gli Stati Uniti anche l'Ue si appresta a lasciare a terra i Boeing 787 Dreamliner. La decisione è stata presa per motivi di sicurezza legati all'atterraggio di emergenza avvenuta a Tokyo. Finché la compagnia non chiarirà le cause dell'incidente tutti i super jumbo già in operatività non voleranno. La Boeing si appresta ad affrontare un serio impatto economico dalla situazione anche se nell'immediato non dovrebbero esserci ricadute.

I Boeing, infatti, sono stati vittime di molteplici avarie nelle ultime settimane e l'incidente in Giappone ne è solo l'ultimo esempio. Tutti i Dreamliner registrati negli Stati Uniti non voleranno in attesa di una conferma della loro sicurezza. I Boeing 787 non sono più autorizzati a decollare fino a quando la sicurezza delle batterie sarà garantita. Stesso discorso per l'India.

E le conseguenze per Boeing e i suoi 787 potrebbero essere drammatiche. L'azienda ripete che il 787 sta sperimentando "problemi di gioventù" comuni a tutti gli aerei nuovi. E le compagnie giapponesi si affrettano a dire che la loro è una scelta dettata da motivi precauzionali. Ma nella giornata di mercoledì c'è stato molto nervosismo tra gli investitori. Il titolo ha perso più del 3% nonostante il buon periodo della Boeing che nel 2012 ha sorpassato per la prima volta l'europea Airbus per numero di consegne.

DREAMLINER FA TREMARE LA PUGLIA - Possibili conseguenze si potrebbero fare sentire anche sulla Puglia. All'Alenia di Grottaglie, infatti, sono occupati oltre 800 dipendenti, mentre l'affare Dreamliner in Italia (con la Campania) coinvolge 1.200 unità (che con l'indotto lievitano a 2.500-3.000 posti). Gli attuali ritmi produttivi, scrive il Corriere del Mezzogiorno, sono di 7 sezioni complete di fusoliera al mese. E dopo alcuni mesi di difficoltà organizzativa la sinergia tra Boeing e Alenia ha raggiunto la fase di messa a regime con l'obiettivo si sfornare 10 sezioni al mese entro il 2014.


L'INCIDENTE DEL 16 GENNAIO

Sembrava tutto sotto controllo, poi improvvisamete si è sprigionato del fumo nero in cabina e l'areeo ha cominciato a sobbalzare. 129 persone e i membri dell'equipaggio hanno pensato al peggio e cominciato a urlare. Lunghi minuti di panico anche perchè e il comandante "ha ricevuto un messaggio di errore proveniente da una batteria". L'unica soluzione per il pilota del Boeing 787 Dreamliner della All Nippon Airways è stato l'atterraggio d'emergenza a Takamatsu. Durante l'evacuazione alcuni passeggeri si sono feriti.

L'episodio è solo ultimo di una lunga serie registrata in poco più di una settimana tra principio d'incendio, perdita di carburante e lesione del finestrino della cabina di pilotaggio hanno pensato. E pensare che il velivolo è di ultima generazione. A seguito del nuovo incidente la compagnia ha deciso di lasciare al suolo per un'ispezione tutti i suoi Boeing 787 Dreamliner e lo stesso ha deciso di fare la concorrente Japan Airline.

Nel complesso ANA, la prima compagnia al mondo a ricevere, sia pur dopo ripetuti ritardi, l'avveniristico velivolo, fatto in gran parte in fibra di carbonio piuttosto che nel tradizionale alluminio, ha deciso di effettuare controlli sulla flotta di 17 Dreamliner.

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