
Una vita all’inferno. E le botte subìte in mezzo alla strada sarebbero solo la punta dell’iceberg di una situazione ben peggiore. Una vita passata fra soprusi e violenze fisici e psicologici. La storia è di una ragazza afghana che vive a Bologna, soccorsa da un carabiniere mentre veniva presa a calci e pugni dal marito. La giovane ha avuto il coraggio di raccontare agli uomini dell’Arma il suo incubo. Ha detto anche di avere 16 anni e non 32 come riporta il passaporto esibito dall’uomo. Ha spiegato di essere vittima di un matrimonio combinato, e di non poter uscire di casa: l’uomo la chiude a chiave e se la scopre uscire di nascosto la obbliga a bere il detersivo per i piatti, come accaduto nei giorni scorsi. Due settimane fa era dovuta andare al pronto soccorso per le botte, dicendo però di essersi procurata i lividi cadendo, per paura. Solo una volta – ha detto – era uscita con lui. Per il resto, la teneva sempre chiusa a chiave in una casa della periferia di Bologna, zona Corticella, mentre lui andava a lavorare in una pizzeria. La settimana scorsa, sorprendendola nel tentativo di uscire, per punirla le ha fatto bere mezzo bicchiere di detersivo. La ragazza, ovviamente, è stata male e ha vomitato. I carabinieri hanno arrestato l’uomo, 37 anni, nazionalità afghana. E’ accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. La ragazza è stata curata all’ospedale Sant’Orsola, prognosi di quattro giorni per contusioni multiple da percosse.
Ha raccontato di essere ancora minorenne, ma obbligata a usare quel passaporto – che reca il 1981 come anno di nascita – per vivere a Bologna, senza svelare ad alcuno la sua vera identità. Qualche giorno fa la ragazza ha tentato la fuga, usando un mazzo di chiavi di scorta e dirigendosi verso la stazione. Ma il marito le ha telefonato, riconoscendo il rumore tipico dei binari. Furioso si è precipitato in stazione, ha aggredito la ragazza strappandole il biglietto di viaggio e sequestrandole la borsa. La vicenda si è conclusa solo grazie all’intervento dell’ufficiale dell’Arma. Il 37enne è stato condannato per direttissima a un anno di reclusione previo patteggiamento. La ragazza ha riferito ai carabinieri di voler divorziare dall’uomo il prima possibile.
