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Cronache
Bomba d'acqua nel Trevigiano. Quattro morti e quattro feriti gravi

Morte e distruzione alla festa paesana nel Trevigiano. Una tragedia improvvisa quella della notte scorsa nel trevigiano, quando una "bomba d'acqua" si è abbattuta con tutta la sua potenza nella zona di Refrontolo, facendo tracimare un piccolo torrente, il Lierza, che ha spazzato via in pochi istanti persone, strutture, automobili, durante una festa paesana affollata di gente. Il bilancio è di quattro morti e una ventina di feriti, dei quali quattro sono ricoverati in gravi condizioni. Le vittime sono: Fabrizio Bortolin, 48 anni, di S. Lucia di Piave; Maurizio Lot, 52 anni di Farra di Soligo; Luciano Stella, 50 anni, gommista di Pieve di Soligo; Giannino Breda, 67 anni di Falzè di Piave.

 

Tre dei quattro corpi sono stati individuati dagli uomini del Soccorso alpino, che con le sue squadre di volontari ha partecipato alle operazioni di soccorso assieme a forze dell'ordine e Vigili dl fuoco giunti da più località del Veneto. L'attività di ricerca delle persone si è protratta per tutta la notte fino all'alba nell'area adiacente al torrente Lierza esondato per l'effetto di un improvviso nubifragio.

L'improvviso violento acquazzone ha sorpreso i partecipanti a una festa paesana che si stava svolgendo sotto un tendone, alla quale partecipava un centinaio di persone. L'impeto d'acqua ha trascinato parte dei presenti, alcuni dei quali sono stati scaraventati in un fiume vicino al Mulino della Croda, un luogo ben conosciuto e frequentato dai trevigiani (Nella foto, il Mulino durante l'alluvione del 2012).

Tutto è successo verso le 22.30 alla "Festa degli Omeni", a cui partecipavano circa cento persone, raccolte nell'area prospicente il Molinetto di Croda di Refrontolo. Il torrente Lierza, a causa della piogge che si erano abbattute nella zona montuosa vicina, è letteralmente “esploso” travolgendo tutto quello che si trovava nelle vicinanze.

I sommozzatori dei vigili del fuoco hanno completato l'ispezione delle automobili che sono state trascinate nel fiume dalla furia di vento e acqua abbattutisi ieri nel Trevigiano. Non sono stati trovati cadaveri, per cui il bilancio di quattro morti è ritenuto definitivo. In mattinata cominceranno le operazione per recuperare dal fiume di vetture, arredi e altri oggetti che sono finiti in  acque in conseguenza della bomba d'acqua e del vento.

A finire inghiottito nella valanga d’acqua tutto quanto: tavoli, sedie, auto ma soprattutto persone che hanno cercato di salvarsi aggrappandosi a tutto quello che trovavano nel buio più profondo. "Una valanga di fango" raccontano i sopravvissuti, "persone che si aggrappavano ai rami per non essere inghiottiti dall'acqua".

Molti dei partecipanti alla festa sono stati allontanati con ambulanze, mezzi militari e con auto di amici e parenti che, appresa la notizia, si sono precipitati sul luogo della tragedia.

Nella zona si sono abbattute altre sette frane che hanno isolato diversi agriturismo e ristoranti. In uno di questi, una cinquantina di persone che stavano partecipando ad una festa, sono rimaste bloccate per le strade invase e rese impraticabili da fango e acqua. Altre persone sono rimaste isolate in case di campagna e sono in corso i tentativi di raggiungerle per liberarle. Non ci sarebbero però né feriti, né situazioni di particolare emergenza per loro.

La situazione più grave in zona Cison di Valmarino dove uno smottamento di rilevanti proporzioni ha travolto la strada provinciale che collega Follina a Cisone e al Molinetto della Croda.

Alle 23 di ieri sera la frazione di Farrò di Cison si è ritrovata isolata e il sindaco ha lanciato l’allarme. Sul posto protezione civile, guardie provinciale e vigili del fuoco. Non ci sarebbero fortunatamente feriti o mezzi travolti dal terreno.

Nella stessa zona, nel 2012, ci fu un'analoga alluvione che, per fortuna non produsse vittime, ma ingenti danni.

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