Bruxelles accusa D’Alema. “Soldi illeciti, 500 mila euro da restituire”
Un nuovo problema per Massimo D’Alema. Dopo l’accusa di aver fatto da tramite per far comprare all’Italia tramite la Cina i respiratori non idonei nel pieno della pandemia per il Coronavirus, adesso da Bruxelles per l’ex presidente del Consiglio arriva un’accusa ancora più pesante. La Fondazione dei Socialisti europei, infatti, – si legge su Repubblica – gli ha fatto causa, chiedendogli la restituzione di 500 mila euro. La Feps chiede a D’Alema di restituire l’ingente somma di denaro. Che secondo i nuovi vertici della società che raggruppa le sinistre europee, avrebbe intascato illegittimamente. E a confermare tutto è proprio l’Associazione in questione attraverso il suo segretario generale, Laszlo Andor: “Abbiamo presentato l’azione legale venerdì scorso”. E l’ex leader dei Ds, ascoltato al telefono, risponde: “Iniziativa immotivata. Andremo in giudizio e poi sarò io a chiedere i danni. Di certo è una vicenda che davvero mi amareggia”.
Nei giorni scorsi è andato in scena – prosegue Repubblica – in videoconferenza il tentativo di mediazione. L’ex premier italiano si è difeso, ribadendo la sua buona fede e soprattutto insistendo sulla legittimità dei suoi comportamenti. Si è arrivati così al voto, facce torve anche se solo sui monitor. Soprattutto i socialisti del nord Europa sbuffavano impazienti e increduli. Erano presenti 25 fondazioni europee tra cui 4 italiane: la Fondazione Socialismo, la Fondazione Gramsci, la Fondazione Pietro Nenni e la Fondazione ItalianiEuropei, quella di D’Alema. Il voto è finito con 23 favorevoli alla causa civile e 2 astenuti. Causa civile da intentare dopo un estremo tentativo di mediazione. Che evidentemente non ha dato il risultato sperato visto che venerdì scorso l’intero incartamento è stato depositato presso il tribunale civile di Bruxelles.

