“Le nostre carceri non sono degne di un Paese civile e della nazione di Cesare Beccaria. Serve un’azione molto vasta. Non bastano nuove carceri, ma ripensare il sistema delle pene, valutando se non ci siano spazi ulteriori per quelle alternative, pensando che l’obiettivo e’ certo far si’ che si paghino gli errori, ma al contempo che i reclusi ne escano migliori”. Lo ha detto il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri, a Palermo.
“Occorre dare -ha aggiunto- possibilita’ di studio, di formazione, bisogna rimodulare le modalita’ di detenzione e certamente servono nuove e moderne carceri, con spazi decenti, per lavorare, per essere curati. Un’impresa titanica, ma ce la metteremo tutta”.
“Non e’ una questione di priorita’. Ho fatto un programma di prospettiva tenendo conto delle cose che dobbiamo affrontare e che sono urgenti. Abbiamo davanti a noi problematiche serissime che riguardano da una parte i cittadini e dall’altra l’Europa che ci ha messo in procedura di infrazione”. Cosi’ il ministro della Giustizia rispondendo ai giornalisti sulla legge Severino anticorruzione. Se nel programma, ha aggiunto, “si inserisce una norma appena fatta siamo pronti a discuterla ma occorre tenere presente i problemi che abbiamo in Italia e che sono tanti. Io mi devo occupare di cinque milioni di processi non fatti”.
