Donald Trump torna in tv come al tempo del reality ‘The Apprentice’. Condurrà su Abc News i ‘Patriot games‘, una competizione di giovani atleti americani. Lo ha annunciato lui stesso con un post su Truth. “È per me un grande onore condurre le gare finali e fare il tifo per questi giovani atleti americani davvero speciali” ha scritto il presidente americano.
Donald Trump e i suoi alleati non si arrendono: hanno deciso che il nome del Presidente degli Stati Uniti torni a comparire sulla facciata del Kennedy Center, una delle istituzioni culturali più importanti degli Stati Uniti. Il board ha avviato le procedure per riportare il nome del Presidente e chiudere parzialmente il prestigioso complesso di Washington per un controverso intervento di ristrutturazione della durata di due anni. Nonostante un giudice federale abbia ordinato di rimuovere il nome, il consiglio di amministrazione del centro, presieduto da Trump, ha approvato la realizzazione di un’iscrizione celebrativa dedicata a lui stesso. Le nuove lettere con il nome di Donald Trump verranno collocate sulla facciata del Kennedy Center. L’iscrizione, ha deciso il board, deve andare sotto quella del John F. Kennedy Center for the Performing Arts e recitare, nonostante i lavori siano ancora lontani dal concludersi: “Restaurato e ristrutturato dal Presidente Donald J. Trump”.
La decisione arriva quasi otto settimane dopo che il giudice distrettuale federale Christopher Cooper ha ordinato al centro di rimuovere il nome di Trump e ogni riferimento ufficiale alla sua amministrazione dalla facciata dell’edificio. Il giudice, nominato da Barack Obama, aveva inoltre temporaneamente impedito all’istituzione di chiudere per i lavori di ristrutturazione, sottolineando che il consiglio aveva “l’obbligo sia di mantenere e gestire un importante luogo dedicato alle arti, sia il solenne dovere di commemorare un presidente caduto”. Trump, tuttavia, è apparso determinato a trasformare il Kennedy Center a propria immagine e somiglianza, sostenendo che il complesso debba chiudere per due anni per consentire “interventi di ristrutturazione e costruzione su larga scala, necessari dopo anni di incuria, degrado e scarsa manutenzione”.

