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Cronache
Salute: cancro al seno, polemiche sullo screening


Uno studio canadese mette in discussione il valore dello screening per il cancro al seno per le donne di età compresa tra 40-59 anni. La ricerca, pubblicata a febbraio sul British Medical Journal, dubita dei tanto decantati meriti dello screening del cancro al seno fatto attraverso la mammografia.

La metodologia dello studio, svolto in due fasi differenti, è molto particolare  ed ha interessato  quasi 90.000 donne di età 40-59 anni. L'auto-esame del seno è stato insegnato a tutte le donne e sono poi state divise in due gruppi. Durante una prima fase, di cinque anni, il primo gruppo ha fatto una mammografia di screening annuale per il cancro al seno, mentre il secondo gruppo ha goduto di un esame fisico (palpazione) e di uno medico.

I medici hanno osservato che 3.250 tumori al seno sono stati diagnosticati nel primo gruppo (quello che usava la mammografia), mentre nel secondo sono stati evidenziati 3.133 casi  (le donne che hanno usato la palpazione). La mortalità per cancro al seno è stata comunque simile in entrambi i gruppi. Tutto questo studio fa quindi supporre, anche se ci sarà ancora bisogno di studi approfonditi, che non c'è un metodo univoco per prevenire e fermare in tempo il cancro al seno  

Un altro studio punta invece sulle metastasi. Quando si lotta contro il cancro, infatti, le terapie mirano a uccidere il tumore primario e a prevenire la metastasi. Ora si è scoperto che un trattamento per il tumore al seno che blocca l'integrina beta 1 puo' causare metastasi in certi pazienti.

Dai test effettuati in vitro da un team di ricercatori dell'olandese Leiden University e' emerso che inibendo l'integrina nelle linee cellulari del cancro al seno chiamate Tnbc, le cellule acquisiscono la capacita' di migrare individualmente. E se iniettate nei pesci zebra, le cellule Tnbc carenti di beta 1 si diffondono meglio e piu' lontano delle Tnbc normali mentre quando impiantate nei topi generano piu' metastasi polmonari. Risultati che suggeriscono che le integrine beta 1 potrebbero non essere una strategia efficace universale per il trattamento del cancro al seno.

Tumori: da analisi intero genoma terapie mirate cancro seno
Analizzare l'intero genoma aiuta ad identificare il miglior trattamento specifico per le donne con carcinoma mammario avanzato. L'approccio e' stato testato da un nuovo studio condotto da Fabrice Andre' dell'Institute Gustave Roussy, in Francia, e descritto sulla rivista Lancet Oncology e potrebbe permettere di selezionare terapie che si rivolgono direttamente alle alterazioni genetiche, oltre ad offrire la possibilita' di sviluppare nuovi test clinici e farmaci. ori: da analisi intero genoma terapie mirate cancro seno "Per la prima volta - ha spiegatoAndre' - abbiamo dimostrato che la scansione dell'intero genoma e' in grado di identificare le alterazioni sia rare sia frequenti e puo' essere effettuato come pratica clinica su un gran numero di donne, opportunita' che ci permette di abbinare alterazioni a farmaci mirati individualmente sulle pazienti con malattia metastatica progredita". L'obiettivo dello studio e' stato identificare caratteristiche uniche e geni anomali nel tessuto metastatico come bersagli mirati per il trattamento. I ricercatori hanno valutato fattori come qualita' dei campioni tumorali, percentuali di donne per cui le analisi genomiche erano fattibili e percentuali a cui era possibile offrire una terapia specifica. Sui campioni bioptici di 423 pazienti, l'analisi dell'intero genoma e' andata a buon fine in circa i due terzi. Per circa la meta' (46 per cento) e' stato possibile evidenziare una alterazione-obiettivo e per il 39 per cento mutazioni rare, molte delle quali non curabili attualmente.

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