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Cronache

Le ordinanze emanate da alcuni sindaci per vietare l’utilizzo di petardi e fuochi pirotecnici nella notte di Capodanno, con sanzioni che arrivano fino a 500 euro, non risolvono il problema dei botti di fine anno e dell’ormai consueto bilancio di feriti che ne deriva. Anzi, i divieti contribuiscono a far degenerare il problema, perché alla base dei botti e di chi ne fa uso c’è il gusto per il pericolo e per la trasgressione delle regole”. Così Margherita Spagnuolo Lobb, psicoterapeuta e direttore dell’Istituto di Gestalt HCC Italy, analizza il fenomeno dei botti di fine anno e dell’appello lanciato dal Codacons ai comuni perché con un’ordinanza vietino petardi e fuochi d’artificio di fine anno.

Chi usa i petardi e chi va a cercare proprio quelli più pericolosi e illegali, vuole soddisfare il senso di potere che spinge a liberarsi dalle costrizioni delle regole. Far scoppiare un petardo non è solo un ‘divertimento’ azzardato: significa misurarsi col rischio e dimostrare a tutti di potercela fare. Così inizia una sorta di roulette russa: dopo un botto bisogna farne scoppiare un altro, magari più forte, e poi caricare un video su youtube per dimostrare al pubblico della Rete il proprio successo” spiega la dottoressa. “Il petardo rappresenta la ricerca del senso di onnipotenza, di forza, di successo: tutte cose che la società di oggi sembra aver rubato ai giovani, che appaiono sempre più depressi, smarriti, senza punti di riferimento. Il lavoro non c’è, il panorama socio-economico è instabile, i rapporti familiari e affettivi appaiono fragili: ecco perché sempre più giovani avvertono il bisogno di manifestare la propria vitalità attraverso il possesso e l’uso dei botti, ancor di più se sono proibiti. È, insomma, una forma di antidepressivo” continua l’esperta.

La soluzione al problema non sono ordinanze e divieti che possono alimentare il gusto per la trasgressione, ma un lavoro sinergico tra famiglia e società. Da una parte, i genitori devono alimentare l’autostima e le capacità dei propri figli: cresceranno, così, giovani forti che non hanno bisogno di ricercare soddisfazione e benessere nei pericoli. Dall’altra, le istituzioni più che alle ordinanze anti botti, dovrebbero pensare a salvaguardare e a promuovere spazi e modi che consentano la piena realizzazione dei cittadini. In primis il lavoro, attraverso il quale l’uomo si realizza ed esprime la sua personalità: il lavoro è fondamentale, attraverso il lavoro l’uomo contribuisce alla crescita della comunità. E quando ciò avviene, non si fa nulla per mettere in pericolo se stessi e gli altri” conclude la dottoressa Spagnuolo Lobb.

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