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Cronache
“Cara preside, servono educatori non militanti”, lettera di suor Monia Alfieri
A destra la preside Annalisa Savino; a sinistra Suor Anna Monia Alfieri

Aggressioni agli studenti a Firenze, suor Monia Alfieri: "Nessuno di noi intravede il pericolo fascista"

"Intendeva solo sedare gli animi degli studenti e non altro". Così Suor Anna Monia Alfieri religiosa e legale rappresentante dell’Istituto di Cultura e di Lingue Marcelline, si è rivolta in una lettera aperta indirizzata alla preside Annalisa Savino, del liceo scientifico Leonardo da Vinci di Firenze, teatro qualche giorno fa di un'aggressione ad alcuni studenti.

"Le polemiche, la violenza fisica, i tafferugli suscitano in me echi tristi e drammatici di un passato nel quale tanti giovani hanno perso la vita in nome dell'ideologia, anarchica, comunista o fascista. - scrive Suor Anna Monia Alfieri, tra le voci più accreditate sui problemi dell’organizzazione dei sistemi formativi -. Quando Lei ha deciso di scrivere ai suoi studenti – continua - immagino e spero che intendesse rivolgersi loro senza muovere alcun attacco allo Stato italiano, al Governo legittimamente eletto, alle persone dei Ministri. Probabilmente il suo scritto è stato frainteso sia da chi si è sentito dare del fascista sia da chi si è sentito assolto in quanto comunista".

Suor Anna non ha "intravisto" nello scritto "una lettura ideologica né tanto meno un invito ai ragazzi che sono stati picchiati dai loro compagni dei collettivi di destra a fare peggio per scongiurare il pericolo fascista che nessuno di noi intravede". Tuttavia, "da preside esperta - scrive ancora - credo intendesse sedare gli animi degli studenti, tutti, insegnando che le idee non si affermano con la violenza, tutt'altro. Ogni forma di ideologia ha procurato morte, distruzione materiale e spirituale. Superfluo ricordare che tutti i nostri politici di destra hanno preso le distanze dal fascismo, come i nostri politici di sinistra hanno preso le distanze dal comunismo. Stesse colpe, stessi torti che occorre riconoscere, deprecare, denunciare".

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"Sono convinta che i fatti accaduti nella sua città possono essere un'occasione d'oro per liberare le nostre Scuole, le nostre Università da letture distorte, ideologiche e del tutto personali. Sogno un paese libero, cittadini capaci di rispettare le Istituzioni, di non servirsi del proprio ruolo, della realtà che dovrebbero servire per alimentare le guerriglie a suono di like o di firme raccolte. - conclude Suor Anna Monia Alfieri - Carissima Preside, abbiamo bisogno di educatori, abbiamo bisogno di docenti in possesso di cultura, quella vera, quella che presenta un periodo storico, il pensiero di un filosofo, un argomento di etica in modo obiettivo, avendo il coraggio di dire la propria opinione senza imporla, senza discriminare, senza dileggiare. Questa è la scuola di cui l'Italia ha bisogno. Diversamente continuerà l'imposizione che genera desiderio di rivalsa, odio, sopraffazione. Collaboriamo perché la scuola torni ad essere laboratorio e fucina di idee, nel rispetto delle visioni di ciascuno".

LA LETTERA DELLA PRESIDE DI FIRENZE

lettera firenze
 

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