A- A+
Cronache
Carabinieri e Aisi, terremoto in arrivo. Gallitelli-Esposito via a fine ottobre

di Enrico Fedocci

In un colpo solo hanno fatto fuori il Comandante Generale dei carabinieri e il capo dell’Aisi, il servizio segreto civile. La conversione del DL90 del 24 giugno scorso nella legge 114, dell'11 agosto 2014, manderà a casa i generali dei carabinieri Leonardo Gallitelli ed Arturo Esposito, nell’ambito dell’eliminazione del "trattenimento in servizio" per i dipendenti pubblici arrivati all’età della pensione. Per i militari il “trattenimento in servizio” è detto “richiamo” ed attinge dal bacino dell’ausiliaria, un elenco in cui finiscono per cinque anni i militari andati in pensione.

Una legge nata per ridurre le spese, contenere i costi e destinare le risorse ad altre emergenze. L’articolo 1 comma 1 della legge si rivolge a tutti i dipendenti della pubblica amministrazione. Prima dell’approvazione, il comma 4 - voluto dal Colle - era stato inserito per consentire ai militari di sfuggire alla legge per oltre un anno dall'entrata in vigore della norma.

Ecco cosa prevedeva il comma 4: “Al fine di garantire l'efficienza e l'operatività del sistema di difesa e sicurezza nazionale, le disposizioni di cui al comma 1 non si applicano ai richiami in servizio di cui agli articoli 992 e 993 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66 fino al 31 dicembre 2015”.

In poche parole, per i militari gli effetti di questa legge, se fosse stata approvata con il comma 4, si sarebbero visti solo dal 1° gennaio del 2016. Un emendamento del Movimento 5 Stelle, presentato dall’onorevole Rizzo, ha impedito che la deroga ritardasse di quasi un anno e mezzo gli effetti del provvedimento ed i relativi benefici per le casse dello Stato, anticipando al 31 ottobre 2014 l’entrata in vigore del divieto di rimanere in servizio dopo la pensione anche per chi indossa la divisa.

L’emendamento, votato a sorpresa in commissione il 25 luglio con larga maggioranza ha incassato prima del voto anche il parere positivo del rappresentante del Governo ministro Madia e del relatore della legge. Sull’interpretazione della norma l’Arma ha detto la sua, specificando sul proprio portale intranet che, secondo il proprio ufficio legislazione, la legge non si applicherebbe ai militari.

Il generale Galltelli ha 66 anni ed è formalmente in pensione dal 9 giugno del 2013. E' stato trattenuto in servizio con un decreto del Consiglio dei ministri. Con l'entrata in vigore di questa legge verrebbe quindi collocato a riposo ben due mesi prima della fine del suo mandato, previsto per il 31 dicembre 2014.

Ma lui, nominato Comandante Generale dal Governo Berlusconi nel giugno 2009, confermato dopo la pensione con un decreto di trattenimento in servizio dal Governo Monti nel 2013 - secondo quanto rivelato a luglio dal newsmagazine Panorama - punterebbe ad un'ulteriore proroga da parte del Governo Renzi per rimanere a capo dei carabinieri fino a giugno 2015 e tentare così di ottenere la carica di Consigliere militare del Capo dello Stato. E’ di quest’estate una polemica tutta interna all’Arma che ha visto contrapposti Gallitelli e quello che fino a luglio era considerato uno dei candidati più probabili alla carica di nuovo comandante, il generale Vincenzo Giuliani, trasferito inspiegabilmente dopo solo 11 mesi di comando dall’Interregionale di Milano a quello degli Istituti di istruzione dell’Arma. Proprio lo scontro tra Gallitelli e Giuliani avrebbe bruciato quest'ultimo.

All’interno dell’Arma, comunque, si respira aria da 8 settembre. Se Gallitelli, infatti, lasciasse il vertice il 31 ottobre 2014 non avrebbe neanche il tempo di presiedere le commissioni che decidono le promozioni di colonnelli e generali, previste per i mesi di novembre e dicembre. Insomma, si tratterebbe di un vero terremoto.

Destino incerto anche per il capo del servizio segreto civile, il direttore Arturo Esposito, che ha compiuto 65 anni il 19 agosto scorso. Lui, già al vertice dell’Aisi da due anni, avrebbe davanti a sé ancora un biennio. Secondo alcuni la legge che manda a casa i due ufficiali si presterebbe a qualche interpretazione, ma la relazione tecnica della Camera del luglio scorso sembra togliere ogni dubbio, consigliando ai deputati di eliminare il comma 4 per consentire il ricambio generazionale anche all’interno del settore militare, difesa e sicurezza. E così è stato. Deroga eliminata, anche con i voti delle forze di Governo. La legge è entrata in vigore. Il dipendente dello Stato che abbia raggiunto i limiti di età, civile o militare che esso sia, deve rassegnarsi ad andare in pensione. Lo ha deciso il Parlamento e non c'è proroga del Consiglio dei ministri che tenga.

Tags:
carabinieriservizi
in evidenza
Chiara Ferragni: look audace al concerto di Fedez. Foto

"E' il mio corpo, la mia scelta"

Chiara Ferragni: look audace al concerto di Fedez. Foto

i più visti
in vetrina
Scatti d'Affari EssilorLuxottica e Meta: ecco i nuovi Smart Glasses Ray-Ban Stories

Scatti d'Affari
EssilorLuxottica e Meta: ecco i nuovi Smart Glasses Ray-Ban Stories





casa, immobiliare
motori
Renault elettrifica la gamma commerciale con Kangoo van e-tech

Renault elettrifica la gamma commerciale con Kangoo van e-tech


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.